Savona: frode fiscale e fatturazioni false. La GdF arresta 10 persone

savona-arresti-finanzaSavona, 21 apr – Dalle prime ore di oggi una cinquantina di finanzieri del Gruppo di Savona stanno eseguendo delle ordinanze di custodia cautelare in carcere ed ai domiciliari, emesse dal GIP presso il tribunale di Savona nell’ambito delle indagini svolte della stessa Procura della Repubblica, coordinate dal sostituto procuratore dott. Ubaldo Pelosi.

L’attività, che si sta concretizzando nelle province di Savona, Alessandria, Asti, Novara, Vercelli, Bergamo e Massa Carrara prevede:

  • l’arresto di 10 persone, delle quali 4 in carcere e 6 agli arresti domiciliari;
  • la contestuale esecuzione di 18 perquisizioni locali presso abitazioni private, uffici di aziende e stabilimenti;
  • il sequestro preventivo, funzionale alla confisca per equivalente, di contanti e altri beni per un totale di circa 2,5 milioni di euro.

I reati addebitati agli indagati vanno dalla frode fiscale, all’emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti (quindi false), all’appropriazione indebita, alla frode in commercio. L’indagine ruota intorno alla Grissitalia s.r.l. di Alessandria, con stabilimenti ad Albissola Marina (SV), Alessandria, Mombercelli (AT), Prato Aesia (NO), Oricola (AQ), azienda leader nel campo della panificazione industriale che distribuisce circa 49.000 tonnellate annue di pane fresco, pani morbidi, pane a lunga conservazione e grissini, di proprietà della famiglia Dagna (Cesare Teresio ed i figli Massimo e Roberto) di Mombercelli (Asti).

Sono coinvolti numerosi autotrasportatori per la gran parte riuniti nel consorzio Grissiservizi, due direttori di stabilimento (uno dei quali amministratore del citato consorzio), nonché i predetti componenti la famiglia Dagna che, a vario titolo, amministrano la società e che sono stati ritenuti gli ideatori di un collaudato ed articolato sistema fraudolento finalizzato all’emissione e all’utilizzo di false fatturazioni per scopi di arricchimento personale.

La frode scoperta, prevedeva questo semplice efficace meccanismo:

  1. emissione di una fattura per operazioni inesistenti, identificata con il termine “acconto”, da parte di autotrasportatori compiacenti che lavorano con grissitalia;
  2. conseguente bonifico bancario per il pagamento integrale della falsa fattura di “acconto” emessa dall’autotrasportatore compiacente, effettuato direttamente da Grissitalia;
  3. l’autotrasportatore compiacente preleva in contanti allo sportello bancario e/o ad un bancomat la somma accordata, trattenendo per sé circa il 20% pattuito;
  4. successivamente consegna personalmente i contanti prelevati al direttore di stabilimento di riferimento;
  5. poi lo stesso direttore di stabilimento, restituisce il denaro contante direttamente ai Dagna.

Tale sistema è venuto alla luce a seguito dello sviluppo di due segnalazioni di operazioni sospette pervenute da un istituto di credito nei confronti della convivente di un autotrasportatore, che hanno evidenziato un’anomala operatività dei suoi conti correnti, con ingenti entrate e quasi paritetiche uscite di denaro.

L’analisi della documentazione pervenuta dagli istituti di credito ha evidenziato i prelevamenti in contanti in corrispondenza di bonifici bancari accreditati da Grissitalia quali pagamenti di fatture. L’impresa, condotta dal solo autotrasportatore con un unico automezzo, non aveva la capacità di svolgere tutti i trasporti fatturati per circa 17.000 euro al mese. Le indagini svolte hanno permesso di provare anche per mezzo di attività tecniche, l’emissione e l’utilizzo di fatture false. Il trasportare è stato pedinato e filmato mentre consegnava 5.000 euro al direttore di stabilimento, subito sequestrati.

Nonostante il sequestro l’attività fraudolenta è proseguita senza rallentamenti. Durante l’estate scorsa il contante ottenuto è servito per rifornire di carburante la barca di famiglia e permettere una crociera fra le isole del tirreno. L’ulteriore sviluppo delle indagini ha consentito di ricostruire tutta l’organizzazione e i vari soggetti coinvolti.

La frode fiscale, è stata stimata in oltre 3,5 milioni di euro. E’ stato ulteriormente appurato nelle parte finale dell’indagine, che a partire da ottobre 2013, Massimo Dagna ha disposto che parte della produzione presso lo stabilimento di Alessandria fosse effettuata utilizzando olio di oliva anziché quello extravergine di oliva indicato sulle etichette dei prodotti venduti, rendendosi anche responsabile del reato di frode in commercio.

I destinatari delle ordinanze di custodia cautelare in carcere sono:

  1. Massimo Dagna (45 anni di Belveglio – AT) presidente del consiglio d’amministrazione di Grissitalia;
  2. Roberto Dagna (42 anni di Belveglio – AT) amministratore di Fin Sipaf s.p.a. – fiduciaria della famiglia dagna, titolare del ramo d’azienda in affitto a Grissitalia;
  3. Graziano Brandino (54 anni di Quarona – VC) direttore dello stabilimento Grissitalia di Albissola Marina (SV);
  4. Franco Aresca (40 anni di Serravalle Sesia – VC) direttore dello stabilimento Grissitalia di Prato Sesia (NO).

I destinatari delle ordinanze di custodia domiciliare sono:

  1. Cesare Dagna (70 anni di Mombercelli – AT) azionista di maggioranza di Grissitalia per il tramite della fiduciaria Fini Sipaf s.p.a. e capostipite famiglia Dagna;
  2. Guido Garitta (75 anni di Savona) dipendente dello stabilimento Grissitalia di Albissola Marina (SV);
  3. Paolo Rubin (56 anni, autotrasportatore di Aulla – MS);
  4. Stefano Gambaro (46 anni, autotrasportatore di Novara);
  5. Diego Surace (43 anni, autotrasportatore di gattinara – VC);
  6. Ronni Cavallo (66 anni, autotrasportatore di Serravalle Sesia – VC).

Sono stati inoltre denunciati a piede libero altri 7 soggetti coinvolti, a vario titolo, nella vicenda.

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