Roma: la Finanza arresta Fabrizio Montali, dominus del gruppo societario “Metronotte”

roma-metronotteRoma, 6 lug – Al termine di complesse attività di polizia giudiziaria e tributaria, i Finanzieri del Comando Provinciale di Roma hanno arrestato questa mattina l’imprenditore di origini siciliane Fabrizio MONTALI, indagato per una serie di reati tributari, trasferimento fraudolento e possesso ingiustificato di valori, dominus del noto gruppo societario romano “METRONOTTE”, leader nel settore della sicurezza e della vigilanza privata.

L’inchiesta, denominata SECURITY, coordinata dalla Procura della Repubblica capitolina, è stata condotta dal Nucleo di Polizia Tributaria di Roma, ed ha consentito di accertare come il predetto risultasse l’effettivo e unico titolare di tutte le aziende costituenti il gruppo “METRONOTTE”, attraverso lo schermo di otto società cooperative.

Attraverso tale sistema, MONTALI – già conosciuto alle cronache giudiziarie per i suoi legami, diretti ed indiretti, con il più noto Enrico NICOLETTI, cassiere della “Banda Della Magliana“, a causa dei quali, nel 2003 e nel 2005, era stato colpito da provvedimenti cautelari reali – era riuscito a consolidare, nel tempo, una holding con oltre 800 dipendenti (dato riferito al 2009) che assicurava servizi di sicurezza e vigilanza anche in favore di numerosi enti pubblici ubicati a Roma.

Le indagini svolte hanno consentito di individuare articolate e molteplici operazioni societarie, poste in essere con l’intento di dissimulare il suo ruolo di deus ex machina del gruppo. L’ultima, nell’ottobre 2014, ha riguardato la cessione di una società a prestanome al solo scopo di aggirare il provvedimento interdittivo emesso appena 4 giorni prima dalla Prefettura di Roma, che aveva documentato “situazioni relative a tentativi d’infiltrazione mafiosa“.

Più in particolare, gli investigatori delle Fiamme Gialle hanno, in primis, analizzato l’operazione attraverso cui l’istituto di vigilanza Nuova Città di Roma, una delle società cooperative del gruppo METRONOTTE, aveva rilevato, al prezzo irrisorio, peraltro neppure del tutto saldato, di 3,5 milioni di euro – a fronte di un valore di avviamento periziato per oltre 15 milioni di euro – esclusivamente la parte in bonis di una società cooperativa, l’istituto di vigilanza Città di Roma, lasciando, in capo a quest’ultima, le cospicue esposizioni debitorie verso l’Erario, di natura fiscale e previdenziale, quantificate in oltre 9 milioni di euro.

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