Roma, Edom S.p.A.: arrestati 3 amministratori del Gruppo titolare dei “Trony” della capitale

auto-finanza-2016Roma, 21 mar – Bancarotta fraudolenta aggravata. Con questa accusa, nelle scorse ore, sono state eseguite tre ordinanze di custodia cautelare nei confronti degli amministratori del Gruppo Edom S.p.A., titolare dei negozi a marchio “Trony” di Roma.

Previsto il carcere per l’imprenditore romano F.A. (51 anni) e il commercialista e faccendiere D.F. (50 anni). I domiciliari, invece, per una donna di 46 anni, diretta collaboratrice di quest’ultimo.

Ad entrare in azione i militari del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza, su disposizione del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Roma.

Nell’ambito delle indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma e svolte dai militari delle Fiamme Gialle, i tre – insieme ad un quarto soggetto, M.L. (51 anni) commercialista romano – sono indagati per bancarotta fraudolenta aggravata. L’accusa è quella di aver distratto ingenti somme di denaro dal patrimonio del Gruppo Edom S.p.A. – società titolare dei negozi a marchio “Trony” di Roma – causandone il fallimento.

I provvedimenti di oggi giungono al termine di una complessa attività di polizia giudiziaria che prende il nome dall’appellativo “cigno” con cui gli indagati erano soliti riferirsi a D.F., faccendiere e mente finanziaria del gruppo, già noto alle cronache giudiziarie poiché emerso nell’ambito dell’inchiesta “Mafia Capitale” per gli stretti legami con i principali indagati di quell’indagine.

Il dissesto del Gruppo Edom trae la sua origine dal debito di oltre 100 milioni di euro maturato nei confronti dell’Erario. Un debito prodotto «a seguito dell’ingente evasione fiscale contestata alla società», spiegano le Fiamme Gialle.

Per tali reati tributari F.A., sempre su ordine della Procura di Roma, era già stato arrestato nel dicembre 2013 dai finanzieri del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria e condannato in primo grado a tre anni e dieci mesi di reclusione (in quell’occasione erano stati sottoposti a sequestro beni immobili per oltre 9 milioni di euro).

In conseguenza dello stato di insolvenza, generato dalla grave esposizione debitoria, la società, inizialmente ammessa dal Tribunale di Roma alla procedura di concordato preventivo, nel febbraio scorso è stata dichiarata fallita.

Le indagini della Guardia di Finanza avrebbero consentito di svelare il progetto che i tre indagati avrebbero attuato. Secondo le accuse, anche dopo essersi spogliati di qualsiasi carica societaria, avrebbero continuato a programmare e attuare tutte le strategie economico-finanziarie della società, in completa autonomia rispetto agli amministratori formalmente nominati.

Gli uomini del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria, su delega del Pubblico Ministero titolare del procedimento, anche attraverso accertamenti bancari e attività rogatoriale con la Repubblica di San Marino, «hanno ricostruito le condotte distrattive effettuate ai danni del patrimonio societario e realizzate attraverso sistematici, ripetuti e ingenti prelievi di denaro contante dai conti societari (circa 7 milioni di euro in 4 anni) – spiega la Guardia di Finanza in una nota – nonché mediante l’alterazione della contabilità realizzata attraverso artifici contabili quali la cancellazione
tout court di interi blocchi di registrazioni, l’occultamento dei corrispettivi, la contabilizzazione di costi fittizi e l’annotazione di meri giroconti e storni risultati privi di qualsiasi giustificazione economica», sottolineano le Fiamme Gialle nel comunicato.

Nel complesso, attraverso queste operazioni e ulteriori trasferimenti di denaro a società sammarinesi, sempre riconducibili agli indagati, «sono stati distratti dal patrimonio del Gruppo Edom circa 9,5 milioni di euro».

Nell’ambito della stessa operazione sono state effettuate anche perquisizioni presso il domicilio dei soggetti colpiti dai provvedimenti restrittivi.

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