Roma, 35mila sim intestate a persone decedute e ignari clochard: 12 denunce. Sequestri per 400mila euro

Finanza_Roma_telefoniRoma, 30 mag – I finanzieri del Comando Provinciale di Roma hanno eseguito oggi un decreto di sequestro preventivo, emesso dal Tribunale di Roma, sui beni di proprietà di una nota azienda capitolina attiva nel settore della telefonia mobile per un valore di oltre 400.000 euro.

Si tratta dell’ultimo provvedimento di un’indagine lunga e articolata che ha portato le Fiamme Gialle del Gruppo di Fiumicino a scoprire oltre 35mila utenze di telefonia mobile indebitamente attivate ricorrendo ad anagrafiche fantasma, appartenenti a ignari clienti, a persone decedute e a senza fissa dimora. Dodici persone sono state denunciate.

Le indagini, fanno sapere i finanzieri, sono partite nel marzo del 2015 dopo un tentativo di rapina sventato dalle Fiamme Gialle dell’aeroporto di Fiumicino in una gioielleria di un centro commerciale.

Come ricostruito dalla Guardia di Finanza, i rapinatori reperivano i fondi necessari per la loro principale attività di narcotrafficanti grazie alla refurtiva delle numerose rapine messe a segno in vari negozi di preziosi e utilizzavano schede telefoniche intestate ad altri per criptare le comunicazioni intercettate. I finanzieri hanno scoperto che la totalità delle schede utilizzate era stata attivata in punti vendita riconducibili tutti al medesimo master dealer.

Delle oltre 35.000 schede telefoniche illecitamente attivate, spiegano i finanzieri, circa 12.000 sono risultate intestate a 3.000 cittadini stranieri, tutti residenti nello stesso indirizzo, sede di una comunità religiosa, totalmente estranea ai fatti e dedita all’assistenza di numerose persone senza fissa dimora.

Altre schede sequestrate sono risultate invece intestate a persone decedute o inesistenti, mentre un grandissimo numero è stato attivato utilizzando indebitamente i dati personali di ignari clienti del dealer.

Il tutto, fa notare la Guardia di Finanza, in spregio delle attuali disposizioni previste in materia di privacy e protezione dei dati personali.

«La società coinvolta – osserva la Guardia di Finanza – oltre a fornire ai malviventi numeri telefonici sempre diversi e quindi, seppur intercettabili, difficilmente riconducibili ai reali utilizzatori, si è servita altresì delle schede illegalmente inserite al fine di ottenere illecitamente oltre 400.000 euro di bonus da uno dei principali operatori telefonici, previsti per il gestore del dealer al raggiungimento di determinate soglie di attivazioni di schede sim».

Dodici persone sono state denunciate per associazione a delinquere finalizzata alla truffa, accesso abusivo a sistemi informatici e al trattamento illecito dei dati personali. Sono stati sequestrati rapporti finanziari, titoli e autovetture della società capofila per un valore di 400.000 euro e, in collaborazione con il Nucleo Speciale Privacy della Guardia di Finanza di Roma, sono state elevate sanzioni amministrative in materia di privacy per 6.000.000 di euro.(AdnKronos)

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