Rimini, ospedale Sol et Salus: sequestro da oltre 6 milioni per truffa aggravata e danno erariale

Finanza_RiminiRimini, 24 mar – Sarebbero stati predisposti «ricoveri ordinari di pazienti residenti al di fuori del territorio regionale, in regime di “riabilitazione intensiva”, sebbene non vi fosse un’effettiva esigenza, somministrando trattamenti riabilitativi “non complessi” e per un numero di “ore giornaliere” nettamente inferiore a quello stabilito per il regime “intensivo”».

Queste le accuse emerse dalle indagini condotte dai militari del Comando Provinciale di Rimini. Nel mirino, l’Ospedale Privato Accreditato Sol et Salus. Indagati, il Presidente del Consiglio d’Amministrazione, l’Amministratore delegato e il Direttore Sanitario della struttura.

Le indagini, durate due anni e condotte dai finanzieri (che hanno esaminato oltre 4.300 cartelle cliniche) avrebbero reso «ravvisabile a carico dei tre indagati – spiega la Guardia di Finanza in una nota – l’induzione in errore degli organi amministrativi della Regione Emilia Romagna e del Servizio Sanitario Nazionale e di conseguenza l’ingiusto profitto, costituito dall’ammontare delle somme di denaro ricevute dal Servizio Sanitario Nazionale, a carico del bilancio dell’AUSL, a titolo di rimborso per le prestazioni cui venivano applicate indebitamente le tariffe previste per il “regime intensivo”», sottolineano le Fiamme Gialle.

Il 14 dicembre scorso i finanzieri avevano dato esecuzione al Decreto di sequestro preventivo – emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Rimini – per una somma pari a 6.176.375,86 euro. In particolare si era proceduto al sequestro delle disponibilità finanziarie sui conti dell’Ente per un ammontare di circa 2.400.000 euro e dell’immobile che ospita la struttura sanitaria.

La situazione rilevata era stata posta anche all’attenzione della Procura Regionale della Corte dei Conti di Bologna per le valutazioni circa il ricorrere della responsabilità amministrativa per danno erariale in pregiudizio del bilancio pubblico del Servizio Sanitario Nazionale.

L’Autorità Giudiziaria Contabile felsinea, dopo aver valutato i fatti e aver delegato specifici approfondimenti ai militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Rimini, concordando con le conclusioni a cui questi erano giunti, ha rilevato la sussistenza della lesione all’integrità della finanza pubblica, del fumus boni iuris e del periculum in mora.

Per tali ragioni, ritenendo che fossero concrete le esigenze cautelari per il danno patito dall’erario, la Procura Regionale presso la Corte dei Conti di Bologna ha richiesto e ottenuto dal Presidente della Sezione Giurisdizionale della stessa Corte il sequestro conservativo fino alla concorrenza di euro 6.178.375,86 (importo costituente il presunto danno erariale), la cui esecuzione ha comportato l’apposizione del vincolo giudiziario sul medesimo immobile di proprietà della società e sede della struttura sanitaria, nonché sulle somme dovute all’Ospedale Privato Accreditato, a qualsiasi titolo, dall’A.U.S.L. della Romagna.

Da ultimo, l’Autorità Giudiziaria Contabile ha emesso il relativo atto di citazione in giudizio per danno erariale, che nei giorni scorsi è stato notificato agli interessati.

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