Rientra dal Kenya l’imprenditore Mario Mele: ricercato dal 2013, «aveva evaso il fisco per milioni di euro»

Finanza_auto_RavennaRoma, 5 apr – È arrivato questa mattina all’aeroporto romano di Fiumicino Mario Mele, arrestato qualche giorno fa a Malindi (Kenya) dalla polizia locale ed espulso dal territorio africano. L’uomo è stato condotto in Italia tramite l’Interpol – Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia – INTERPOL, della Direzione Centrale Polizia Criminale. Ad attenderlo c’erano le Fiamme Gialle del Gruppo di Fiumicino e Nuoro, pronte a notificargli quell’ordine di cattura sino ad ora rimasto inevaso.

«Mele – spiega la Guardia di Finanza in una nota – era fuggito dall’Italia nel 2013 quando, per sottrarsi all’arresto dei finanzieri nuoresi, si era recato in Kenya dove ha continuato a fare l’imprenditore nel settore delle discoteche e dei locali alla moda; a Malindi gestiva il club “PATA PATA Beach Club” che portava il nome della discoteca che lo aveva reso celebre in Sardegna, il cui destino era stato segnato dall’esito degli accertamenti svolti dal Nucleo di Polizia Tributaria di Nuoro».

Il club di Malindi, situato su una spiaggia dell’oceano indiano, era stato arredato e progettato dallo stesso Mele, “il Guru delle discoteche”, come lui stesso amava definirsi sul sito internet dell’esclusivo locale africano.

L’imprenditore sardo in Italia è accusato di evasione fiscale: «le indagini avviate nel 2012 si erano concluse con la scoperta di ricavi non dichiarati per circa 17 milioni di euro e IVA sottratta all’Erario per circa un milione e mezzo di euro», evidenziano le Fiamme Gialle.

«Incassi mai dichiarati al Fisco – spiegano i Finanzieri – accumulati attraverso la gestione di locali di tendenza dell’isola (il “Buddha del Mar” di San Teodoro, il “Boca Chica” di Nuoro e il citato “PataPata” di Budoni) e con l’utilizzo di società create ad hoc e intestate a “prestanome” nonché l’impiego di lavoratori irregolari, la commissione di abusi edilizi, “bancarotte” e reati societari».

Per tutti questi motivi, nel 2013, la Procura della Repubblica di Nuoro aveva avviato l’iter per l’emissione di un ordine di cattura internazionale eseguito oggi.

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