Ravenna, fatture false per 1,8 milioni: frode fiscale scoperta dalla Finanza. Sequestrati due immobili

Finanza_Ravenna_ufficioRavenna, 13 giu – Una rilevante frode fiscale attuata attraverso il sistematico ricorso a false fatture emesse da aziende “fantasma”, che non versavano all’Erario né imposte né contributi, è stata scoperta dal Gruppo della Guardia di Finanza di Ravenna.

Tutto nasce da un intervento ispettivo nei confronti di una ditta individuale, amministrata da un cittadino cinese, operante nel settore del confezionamento di poltrone e divani.

«I documenti fiscali fasulli, per un totale di circa 1,8 milioni di euro – spiegano le Fiamme Gialle -, sono stati emessi dalle società fittizie a fronte di operazioni commerciali rivelatesi completamente inesistenti e sono stati utilizzati dall’imprenditore cinese per abbattere fraudolentemente i propri redditi, procurando un’evasione fiscale di circa 700 mila euro di imposte dirette e 370 mila euro di IVA».

Inoltre, «al fine di sottrarre i propri beni all’Erario, lo stesso imprenditore aveva simulato la cessione di due immobili di sua proprietà nei confronti di un parente del tutto estraneo all’attività economica sottoposta ad ispezione, presso la quale, peraltro, erano impiegati 16 lavoratori irregolari ed uno completamente in nero», evidenzia la Guardia di Finanza. Tutti lavoratori cinesi. 

Al termine delle attività di controllo, le Fiamme Gialle hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Ravenna il titolare della ditta per i reati di dichiarazione fraudolenta mediante utilizzo di fatture relative ad operazioni inesistenti e di sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte.

«Al fine di assicurare il recupero delle imposte evase», il G.I.P. del Tribunale, su richiesta della Procura della Repubblica di Ravenna, ha emesso un decreto di sequestro di beni che ha consentito ai Finanzieri di sequestrare i due immobili riconducibili all’indagato «oggetto della simulata cessione».

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