Ragusa, strutture ricettive abusive: controlli della Finanza a Modica e Scicli. Scoperta evasione per oltre un milione

Finanza_RagusaRagusa, 15 giu – Si è conclusa in questi giorni un’ulteriore fase dell’operazione denominata “Bed&BLACKFAST” condotta dalle Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Ragusa. Un’operazione che ha interessato, questa volta, ventitré strutture ricettive, tra cui bed&breakfast, residence, case vacanze, affittacamere e country house, opportunamente selezionate tra le oltre 400 presenti nei Comuni di Modica e Scicli.

L’operazione è il seguito di un più ampio contesto investigativo di controllo su larga scala che ha riguardato, negli scorsi mesi, altri Comuni del ragusano, in particolare Ragusa e Santa Croce Camerina, dove le indagini condotte dai Finanzieri avevano già portato alla individuazione di ben 39 strutture ricettive abusive e constatata un’evasione fiscale di oltre 600mila euro.

Dal successivo monitoraggio e al termine di una complessa attività di controllo durata circa sei mesi, è stato possibile individuare, tra i Comuni di Modica e Scicli, oltre 400 strutture operanti nel settore turistico-alberghiero. Di queste, i militari della Tenenza di Modica hanno selezionato i targets più significativi e riscontrato irregolarità di varia natura in capo a 13 delle 23 strutture ricettive controllate.

La selezione delle persone a più alto indice di rischio è avvenuta mediante l’approfondimento delle informazioni estrapolate dalle banche dati tributarie, opportunamente “incrociate” con quelle rilevate dall’esame della copiosa documentazione acquisita presso i Comuni e l’ex Provincia di Ragusa, nonché attraverso la consultazione di fonti aperte e portali web on-line.

Gli accessi ispettivi effettuati dai Finanzieri, hanno fatto emergere che diverse strutture ricettive erano totalmente abusive, avendo omesso sia di presentare apposita S.C.I.A. (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) ai rispettivi Comuni, sia di dichiarare i redditi conseguiti ai fini delle imposte dirette e dell’I.V.A..

In altri casi, invece, è stata scoperta una vera e propria attività d’impresa alberghiera organizzata professionalmente ed esercitata in maniera abituale rispetto a quella occasionale dichiarata ai fini autorizzativi.

Infatti, sebbene i titolari delle strutture ricettive formalmente stipulassero con i propri clienti contratti per brevi soggiorni turistici o dichiarassero di operare in maniera privata e/o occasionale, di fatto la gamma dei servizi turistici offerti, 365 giorni all’anno, era molto ampia e comprensiva anche di quelli tipicamente non propri di un bed&breakfast (piscina, noleggio ombrelloni, ristorazione, numero di camere e posti letto superiori al consentito).

In totale, sono state controllate 23 strutture e, di queste, sanzionati i titolari di 13 per aver omesso la presentazione della prescritta certificazione di inizio attività al Comune e ora rischiano multe da un minimo di 516 euro ad un massimo di 3.098 euro.

Conseguenze ancora più gravi per 12 titolari che sono stati anche denunciati, ai fini contravvenzionali, alla Procura della Repubblica di Ragusa per non aver effettuato la comunicazione alla Questura di Ragusa delle persone alloggiate.

Inoltre, sul piano fiscale, in relazione alle numerose strutture abusive individuate, le Fiamme Gialle hanno constatato e quantificato, anche attraverso lo strumento delle indagini finanziarie sui movimenti bancari, una significativa evasione delle imposte dirette, dell’I.V.A. e dell’I.R.A.P. che, allo stato attuale, ha portato ad una proposta di recupero a tassazione pari ad oltre 992mila euro. Nel corso di un’ispezione è stata anche rilevata la presenza di un lavoratore completamente in nero.

Contestualmente, i militari della Tenenza di Modica hanno denunciato anche «il comportamento illecito dei titolari di tre noti alberghi modicani, che hanno omesso il versamento della tassa di soggiorno nelle casse comunali per il periodo ricompreso tra il 2013 ed il 2016», spiegano le Fiamme Gialle.

L’evasione complessiva scoperta della tassa di soggiorno «ammonta ad oltre 144mila euro ed è relativa a circa 90mila presenze delle quali è stata omessa la comunicazione all’Autorità di P.S.».

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