Ragusa: si diede fuoco per evitare sfratto, ora il tribunale scopre anomalie

uomo-fuocoRagusa, 3 mar – Aveva debiti con la banca che alla fine mise all’asta la sua casa. Giovanni Guarascio, muratore, il 14 maggio 2013 si cosparse di benzina per impedire lo sfratto esecutivo e si diede fuoco. Dopo una settimana di agonia morì per le gravi ustioni riportate. La storia di Giovanni Guarascio è come quelle di migliaia di persone in questi tempi di crisi, fatta di debiti, di disoccupazione e di un’assenza completa di prospettive di vita per lui e la sua famiglia.

Il PM: “vistosissime anomalie” nella procedura

“A seguito delle risultanze investigative esperite da personale della compagnia della Guardia di Finanza di Ragusa – si legge in una nota delle fiamma gialle – sulle dinamiche relative all’aggiudicazione dell’immobile di proprietà del defunto Giovanni Guarascio, il dr. Carmelo Petralia – Procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ragusa, in data 27.02.2014 ha emesso specifico decreto di sequestro preventivo in via d’urgenza ex art. 321 del c.p.p., ravvisando l’esistenza di numerose e vistosissime anomalie nella procedura svolta dal professionista delegato dal giudice per l’esecuzione ai fini dell’aggiudicazione dell’immobile”.

“Come si ricorderà – ci spiega il capitano Bovi -, proprio a seguito della procedura esecutiva il Guarascio, nel decorso mese di maggio del 2013, nel tentativo di opporsi all’immissione in possesso dell’aggiudicatario, Sciagura Orazio, cercando di opporsi all’esecuzione, nonostante i tentavi di mediazione dei rispettivi legali, colto dalla disperazione si diede fuoco cospargendosi di liquido infiammabile. A causa delle gravi ustioni procuratisi, il Guarascio decedeva all’ospedale Cannizzaro di Catania dopo una settimana di ricovero in terapia intensiva”.

gdf-ragusa-guarascio“A causa di tale funesta vicenda – prosegue la nota – la Procura della Repubblica di Ragusa istaurava un procedimento penale per indagare sui gravi fatti e sulla regolarità della procedura esecutiva che ha portato poi all’aggiudicazione dell’asta da parte dello Sciagura Orazio. L’esito delle indagini condotte dalla Guardia di Finanza e riferite al magistrato in una corposa informativa di reato a carico di tre soggetti iscritti nel registro degli indagati per diverse ipotesi di reato (turbata libertà degli incanti, estorsione, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici in concorso), hanno indotto l’A.G. inquirente ad emettere il provvedimento di sequestro preventivo dell’immobile ancora nella materiale disponibilità dei congiunti del Guarascio. La medesima A.G. ha disposto l’affidamento in custodia, con facoltà d’uso, dell’immobile a favore della moglie”.

“Allo stato – conclude la nota -sono in corso ulteriori indagini di p.g. delegate per l’acquisizione di altri elementi di riscontro utili per la definizione della vicenda”.

Della vicenda ricordiamo anche il coraggioso intervento dei due agenti di polizia, Marco Di Raimondo di 32 anni e Antonio Terranova di 35 anni che rimasero anch’essi ustionati nel tentativo di spegnere le fiamme intorno a Giovanni Guarascio.

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