“Mafia Capitale”: la Finanza sequestra beni per 100 milioni di euro

finanza-romaRoma, 19 dic – Nella mattinata odierna, i Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma, in prosecuzione delle attività svolte il 2 e l’11 dicembre scorso unitamente al R.O.S. dell’Arma dei Carabinieri, hanno eseguito il sequestro dell’ingente patrimonio riconducibile a Cristiano Guarnera.

Il nuovo provvedimento di sequestro, emesso dal Tribunale di Roma – Sezione Misure di Prevenzione, a seguito di richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma, eseguito da parte del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Tributaria della Capitale, riguarda le quote societarie, il capitale sociale e l’intero patrimonio aziendale, ivi comprese le disponibilità finanziarie, della:

  • Edilizia Piera S.r.l., con sede a Roma, in via F. Jorini nr. 13;
  • Immobiliare Torre Argentata Costruzioni S.r.l., con sede a Roma, in viale Parioli nr. 76;
  • Verdepamphili S.r.l., con sede a Roma, in Viale Parioli nr. 76;
  • I.G.M.A. Costruzioni S.r.l., con sede a Roma, in via Ventotene nr. 18;
  • Gruppo Immobiliare Universo S.r.l., con sede a Roma, in via Zara nr. 23;

nonché,

  • il 52% del capitale sociale della Devil Custom Cycles S.r.l., con sede a Roma, operante nel settore della manutenzione e riparazione di veicoli;
  • 81 unità immobiliari (n. 178 immobili e n. 3 terreni), site a Roma, Sacrofano (RM), Mentana (RM), Villaricca (NA) e Pordenone; 
  • 1 imbarcazione da diporto, modello Maxim 45, di metri 14,54;
  • 10 auto/motoveicoli;
  • disponibilità finanziarie, intestate al Guarnera e terzi interessati.

Il tutto per un valore di stima pari a circa 100.000.000 di euro.

In seno all’associazione “Mafia Capitale“, facente capo a Massimo Carminati, la figura di Cristiano Guarnera si è nel tempo evoluta, trasformandosi da imprenditore colluso ad imprenditore mafioso, affiliandosi al gruppo criminale e divenendo parte integrante dell’associazione stessa, mettendo a disposizione dell’organizzazione le proprie imprese nel settore dell’edilizia.

Nel dettaglio, proprio grazie all’intervento del Carminati, alcune delle imprese riconducibili al Guarnera – oggi in sequestro – venivano coinvolte per il soddisfacimento delle esigenze connesse al piano di “emergenza abitativa”, promosso dall’amministrazione capitolina, nel quale, grazie alla capacità di penetrazione del sodalizio mafioso, erano da tempo inserite le cooperative del noto Salvatore Buzzi.

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