Potenza, sgominato asse della droga con Foggia: 11 arresti e 54 indagati

auto-finanza-560-2016Potenza, 7 mar – È di undici arresti (cinque in carcere e sei agli arresti domiciliari) il bilancio dell’operazione ”Double Force” della Dda di Potenza, condotta dalla Polizia e dalla Guardia di Finanza, che ha portato alla scoperta di uno stabile asse della droga fra le province di Potenza e di Foggia.

Un sodalizio molto operativo tanto che gli indagati sono in tutto 54 e, oltre agli arresti, sono state eseguite altre cinque misure cautelari che consistono nell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

A capo di questo gruppo, dal ‘modus operandi’ collaudato ed efficiente, c’erano due pregiudicati potentini, uno dei quali si era trasferito di recente a Milano dove è stato arrestato.

L’approvvigionamento della droga (cocaina, hashish, marijuana) avveniva a Cerignola, nel Foggiano, dove sono stati arrestati tre uomini. Il ‘team’ potentino e quello foggiano erano legati, stando all’indagine, da un comune patto associativo nella gestione del traffico illecito di stupefacenti.

Il rifornimento avveniva a Cerignola e per gli spostamenti venivano adottate particolari cautele per non incappare nei controlli e nei sospetti delle forze dell’ordine, tanto che si giungeva anche a delle staffette (una prima autovettura veniva poi sostituita in corso di viaggio da un’altra) o venivano fatte appostare delle vedette in occasione del rientro a Potenza, per segnalare subito l’eventuale arrivo di pattuglie.

Dall’inchiesta è emerso che uno dei corrieri più attivi era una giovane donna, 29 anni, indagata a sua volta. Proprio da lei sono giunte le partite più consistenti dello stupefacente.

Risulta agli atti che in alcune occasioni gli stessi rifornitori residenti a Cerignola si sono recati nel capoluogo lucano per portare la droga o per recuperare il denaro, elemento che rafforza l’ipotesi di un comune sodalizio.

In varie circostanze, inoltre, gli indagati più volte hanno dimostrato la disponibilità di armi, anche clandestine. Nel corso dell’attività sono stati individuati più di 180 acquirenti, una buona parte dei quali ha riferito di altri numerosi episodi di cessione che hanno così ulteriormente alimentato le ipotesi contestate.

La restante parte, invece, ha deciso di rendere dichiarazioni false oppure è stata reticente, rendendosi così responsabile di favoreggiamento personale.(AdnKronos)

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