Pordenone, money transfer nasconde identità clienti e dichiara falsi importi

auto-gdf-nottePordenone, 5 apr – Un sistema fraudolento volto ad agevolare l’illegale trasferimento di consistenti somme di denaro all’estero.  E’ quanto ha scoperto in un money transfer la Guardia di Finanza di Pordenone nel corso di attività di vigilanza finalizzate alla prevenzione del riciclaggio di proventi illeciti e il finanziamento al terrorismo.

Le indagini, condotte dal Nucleo di Polizia Tributaria di Pordenone, anche tramite la raccolta di testimonianze di numerosi clienti del money transfer e l’analisi di oltre 30.000 distinte di invio di denaro all’estero (per un importo complessivo di circa 7.600.000 euro), hanno consentito di scoprire che il titolare dell’agenzia, un cittadino di nazionalità bengalese, inviava ingenti somme di denaro all’estero in violazione degli obblighi antiriciclaggio che prevedono di accertare l’identità di chi sia “a monte” e “a valle” di tali operazioni, nonché aggirando i divieti di trasferimento di denaro contante oltre la soglia legale.

La normativa, infatti, vieta di servirsi dei money transfer per trasferire importi superiori a 1.000 euro e impone l’esibizione di un documento di identità e la registrazione delle generalità del mittente “effettivo” del denaro da parte dell’esercente: cifre superiori possono essere trasferite solo attraverso le banche e gli uffici postali dove sono implementate rigorose procedure di identificazione e segnalazione delle operazioni cosiddette sospette.

Il money transfer ispezionato dalle Fiamme Gialle Pordenonesi aggirava queste disposizioni trasferendo denaro all’estero per conto di alcuni clienti facendolo ricondurre a soggetti prestanome o inesistenti: persone delle quali venivano inseriti elementi indicativi falsi in sede di registrazione, occultando, quindi, la reale identità dei mittenti effettivi.

È stato scoperto inoltre che il titolare dell’agenzia eludeva i divieti di trasferimento del denaro contante oltre la soglia legale mediante uno strumentale “frazionamento” delle somme trasferite (lo “smurfing”) dividendo artificiosamente in più operazioni l’invio all’estero per un importo superiore a quello consentito.

Complessivamente, sono state individuate 261 operazioni eseguite con modalità illegali per un importo complessivo di circa 230.000 euro. Alla conclusione dell’attività ispettiva, per la quale la Procura della Repubblica di Pordenone ha anche disposto la perquisizione del money transfer e dell’abitazione del responsabile, le Fiamme Gialle Pordenonesi hanno denunciato, alla competente Autorità Giudiziaria, 6 persone (il gestore del money transfer e alcuni clienti compiacenti) per aver indicato false generalità degli esecutori delle operazioni ed elevato 106 clienti sanzioni amministrative per oltre 200.000 euro, per aver indebitamente trasferito somme di denaro superiori ai limiti di legge mediante trasferimenti frazionati artificiosamente.

Il titolare del money transfer, infine, è stato segnalato all’Organismo Agenti e Mediatori di Roma affinché ne sia valutata la cancellazione dall’elenco degli “agenti in attività finanziaria”.

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