Perugia, colpo alla criminalità organizzata: sequestri e confische per quasi 3 milioni di euro

finanza-auto-nottePerugia, 9 mag – Importante aggressione patrimoniale alla criminalità organizzata quella condotta nei giorni scorsi dai finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Perugia che hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo di beni, finalizzato alla successiva confisca, nei confronti di un pluripregiudicato di origine calabrese, indagato per associazione a delinquere di tipo mafioso, traffico di sostanze stupefacenti, estorsione e riciclaggio dei proventi illeciti, «operante sia in Umbria che in tutto il territorio nazionale».

Il decreto, emesso dal GIP del Tribunale di Perugia, ha riguardato una villa con relativa corte pertinenziale, un alloggio e un terreno su cui è in corso la costruzione di un residence (tutti nella provincia di Perugia), quattordici automezzi, disponibilità bancarie e quote societarie di ben 6 imprese, per un valore complessivo stimato in circa due milioni di euro.

I beni cautelati sono stati affidati ad un amministratore giudiziario che ne curerà la custodia e l’amministrazione, in attesa della confisca definitiva.

All’origine del sequestro vi è un’articolata attività d’indagine, denominata “Eclissi”, volta a ricostruire la situazione economica e patrimoniale dell’uomo, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Perugia.

Gli accertamenti svolti dagli “specialisti” del GICO del Nucleo PT di Perugia hanno permesso di individuare un cospicuo patrimonio, frutto del reimpiego di capitali illeciti, in parte fittiziamente intestato dal pregiudicato ai propri familiari ma, di fatto, nella sua piena e incondizionata disponibilità.

Le indagini nei confronti del destinatario del provvedimento, nonché del relativo nucleo familiare, hanno consentito «la ricostruzione analitica dei flussi di denaro e dei singoli investimenti effettuati, dimostrando un’evidente sperequazione tra redditi leciti, dichiarati al fisco, e l’incremento patrimoniale accertato», spiegano le Fiamme Gialle in un comunicato.

L’analisi ha permesso di riscontrare che «gran parte dei guadagni dell’attività illecita venivano reimpiegati per acquisire la gestione e/o il controllo di attività economiche, con particolare riferimento al mercato immobiliare, all’edilizia e agli appalti».

L’operazione “Eclissi” rappresenta solo l’ultimo, in ordine di tempo, di una serie di risultati raggiunti dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Perugia nell’aggressione ai patrimoni illecitamente accumulati dalla criminalità organizzata.

Non molto tempo fa, infatti, sempre i militari del GICO del Nucleo PT di Perugia avevano dato esecuzione a due ordinanze di confisca, emesse dal locale Tribunale nei confronti di due pluripregiudicati calabresi, condannati nel 2009, con sentenza passata in giudicato, per vicende legate ad un traffico di sostanze stupefacenti che aveva interessato il capoluogo umbro.

I provvedimenti cautelari, eseguiti in periodi diversi (maggio 2016 e marzo 2017), avevano riguardato una villetta, due appartamenti e due terreni, nelle province di Perugia e Crotone, nonché 6 autovetture, un motociclo, disponibilità bancarie e quote societarie, per un valore complessivo di circa 850 mila euro.

Anche in questo caso, l’attività d’indagine, denominata “Cleaning”, aveva permesso di individuare un cospicuo patrimonio, frutto del reimpiego di capitali illeciti, in parte fittiziamente intestato dai condannati ai propri familiari ma, di fatto, nella loro piena disponibilità, «in evidente sperequazione con i redditi ufficialmente dichiarati».

I beni confiscati erano stati rimessi poi nella disponibilità dell’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata.

«Queste operazioni si inseriscono in un più ampio contesto di aggressione dei patrimoni illecitamente accumulati dalla criminalità organizzata da parte del Comando Provinciale della Guardia di Finanza, in sinergia con la Procura della Repubblica di Perugia, diretta dal Procuratore Dott. Luigi De Ficchy – sottolineano le Fiamme Gialle nella nota – . Tale sinergia si estende anche al contrasto delle frodi fiscali, delle truffe, degli illeciti in materia di spesa pubblica nazionale e comunitaria, del riciclaggio di denaro, nonché della corruzione e dell’illegalità nella Pubblica Amministrazione e dei reati fallimentari – concludono -. Ciò a tutela delle libertà economiche dei cittadini, delle imprese e dei professionisti rispettosi delle regole, quale condizione indispensabile per il raggiungimento dell’equità sociale posta a fondamento del benessere della collettività».

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