Palermo, promette assunzioni alle Poste: arrestato per truffa un ex dipendente

Finanza_PalermoPalermo, 27 mar – Truffa, violenza privata ed estorsione. Con queste accuse è stato arrestato nelle scorse ore A.F., ex dipendente di Poste italiane. Ad entrare in azione, gli uomini del Nucleo di Polizia Tributaria di Palermo che hanno dato esecuzione al provvedimento, che dispone gli arresti domiciliari, emesso dal Gip su richiesta del procuratore capo Francesco Lo Voi, dell’aggiunto Bernardo Petralia e del sostituto procuratore Francesco Gualtieri.

Le indagini sono partite nel novembre del 2015 dopo una querela presentata da varie persone. Secondo la denuncia, A.F., all’epoca in servizio alla sede di Palermo di Poste Italiane con mansioni di autista e addetto allo smistamento della corrispondenza, avrebbe fatto finta di ricoprire un importante incarico all’interno della società e quindi di poter far ottenere impieghi a tempo indeterminato dietro il pagamento di 15mila euro.

Una parte della somma, tra i 3 e i 5 mila euro, doveva essere corrisposta immediatamente, la parte restante al momento dell’assunzione. La truffa, secondo i finanzieri, avrebbe fatto almeno un centinaio vittime per un totale di ‘profitti illeciti’ di oltre 300mila euro.

Per convincere i malcapitati, spiegano le Fiamme Gialle in una nota, «per lo più persone in cerca di occupazione o che si trovavano in condizioni economiche precarie e dunque particolarmente vulnerabili, l’uomo ha predisposto e consegnato loro una serie di documenti, con intestazione e timbri di Poste Italiane, poi rivelatisi falsi».

Non solo. Quando gli aspiranti dipendenti hanno capito di essere stati raggirati e hanno chiesto la restituzione di quanto versato, l’uomo li ha minacciati, paventando la diffusione sui social network di loro foto compromettenti o, in alcuni casi, l’intervento di persone vicine ad ambienti malavitosi.

Dalle indagini sarebbe emerso inoltre il carattere seriale delle condotte dell’uomo che nel frattempo è stato licenziato da Poste Italiane.

L’attività criminale si protraeva infatti «da diversi anni, nonostante vi fossero diversi procedimenti penali iscritti a suo carico. Emblematica – sottolineano le Fiamme Gialle – la circostanza che, appena il giorno dopo essere stato sottoposto ad una perquisizione, l’ex dipendente abbia continuato con la sua attività illecita recandosi da una delle sue vittime per chiedere un’ulteriore somma di denaro».

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