Palermo: la Finanza arresta 3 affiliati a clan mafiosi, indagato un vice procuratore

Accusati di intestazione fittizia di beni e reimpiego di denaro di provenienza illecita

PALERMO – Nella mattinata odierna, i militari del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria di Palermo hanno dato esecuzione a un’ordinanza impositiva di misure cautelari personali in carcere  –  emessa  dal  G.I.P.  presso  il  Tribunale  di  Caltanissetta,  su  richiesta  della Direzione Distrettuale Antimafia / Sezione territoriale di Caltanissetta – nei confronti di 3 persone, ritenute responsabili, a vario titolo, dei delitti di impiego di denaro, beni e utilità di provenienza illecita e di trasferimento fraudolento di valori, con l’aggravante di aver commesso tali fatti al fine di agevolare l’attività dell’associazione di tipo mafioso denominata Cosa Nostra.

Gli accertamenti esperiti dai militari della Guardia di finanza, a seguito della trasmissione del fascicolo alla Procura della Repubblica di Caltanissetta, per competenza funzionale ex art. 11 c.p.p., in relazione alle responsabilità di un vice procuratore onorario (indagato ma non destinatario di provvedimenti restrittivi), hanno consentito di appurare che i soggetti coinvolti – appartenenti alle famiglie mafiose palermitane di Brancaccio e Borgo Vecchio – hanno investito cospicue quantità di denaro di provenienza delittuosa all’interno di attività imprenditoriali, operanti prevalentemente nel settore della raccolta e smaltimento di rifiuti, di cui sono risultati essere anche i gestori di fatto, sebbene non  abbiano  mai  ricoperto  formalmente  alcuna  carica  sociale,  né  siano  mai  stati possessori di quote azionarie.

La ricerca delle risorse finanziare rientranti nella disponibilità degli indagati ha permesso di appurare, infatti, come le attività imprenditoriali siano state sovvenzionate mediante l’impiego di proventi derivanti dall’attività delittuosa.

Le misure cautelari personali costituiscono, quindi, l’esito di complesse indagini, condotte dal Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di finanza mediante attività di intercettazione telefonica e ambientale nonché accertamenti finanziari e patrimoniali, supportati dalle dichiarazioni raccolte da collaboratori di giustizia.

Fondamentale apporto alle indagini è derivato dall’approfondimento di segnalazioni di operazioni sospette riguardanti specifiche anomalie finanziarie. Trattasi di un approccio e di   un   metodo   investigativo   a   carattere  “trasversale”,   che   parte   dall’analisi   delle segnalazioni previste dal nostro ordinamento quale c.d. “presidio antiriciclaggio” e viene sviluppato attraverso i successivi approfondimenti sul piano finanziario, patrimoniale ed economico e i riscontri investigativi.

I provvedimenti cautelari eseguiti costituiscono dunque l’epilogo di articolate investigazioni, che si inquadrano nella costante azione della Guardia di finanza di ricerca e repressione dei fenomeni di criminalità organizzata.

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