Noto (Siracusa): la Finanza confisca beni per 640mila euro a famiglia di nomadi

Siracusa, 17 mag – La Guardia di Finanza, a seguito di un’accurata analisi del contesto socio-economico della provincia e nell’ambito di attività di servizio finalizzata all’esecuzione di investigazioni economico-patrimoniali con la conseguente applicazione delle misure di prevenzione patrimoniali, aveva, nell’ottobre 2016, sequestrato beni per un valore di oltre 840.000 euro.

Le complesse indagini economico patrimoniali, intraprese d’iniziativa dalle Fiamme Gialle e coordinate dal Procuratore Capo, dott. Francesco Paolo Giordano, e dirette dai Sostituti Procuratori, dott. Vincenzo Nitti e dott. Andrea Palmieri, hanno consentito di sviluppare dati e notizie richieste a diverse Autorità Giudiziarie, Istituti di credito e Assicurazioni, riuscendo a ricostruire e di ricondurre il cospicuo patrimonio finanziario ed immobiliare accumulato a 2 coniugi, Antonino Fiaschè, di 36 anni, e Maria Fiaschè, di 34 anni, residenti a Noto senza fissa occupazione, che, nell’arco di qualche anno, sono riusciti ad accumulare un patrimonio di oltre 840 mila euro frutto di numerose attività delittuose.

Gli accertamenti hanno permesso di avanzare, al Tribunale di Siracusa, la richiesta di applicazione delle misure di prevenzione patrimoniali in attuazione del “Codice Antimafia” che, in presenza di specifici presupposti soggettivi (pericolosità sociale del soggetto desunta dai suoi numerosi precedenti, carichi pendenti e condanne) e oggettivi (sproporzione tra redditi e patrimonio accumulato), consentono di sequestrare, in vista della successiva confisca, i beni del soggetto proposto nella fattispecie sconosciuti al fisco.

Il Fiaschè rientra tra “coloro che debbano ritenersi, sulla base di elementi di fatto, siano dediti a traffici delittuosi e, per condotta e tenore di vita, vivano abitualmente, anche in parte, con i proventi di attività delittuose”.

Il predetto è ritenuto socialmente pericoloso in quanto ha commesso un numero cospicuo di reati, tra cui la ben nota “truffa dello specchietto”, risse, porto d’armi in assenza di autorizzazioni, furti, violazioni di sigilli e alle misure di prevenzione personali, in diverse parti d’Italia ed, in particolare, nelle province di Milano, Pavia, Bologna, Ancona, Fermo, Pescara, Macerata, Avellino, Taranto, Lecce, Brindisi, Matera, Potenza, Catania e Messina.

Le Fiamme Gialle di Noto hanno dimostrato come i redditi percepiti dal Fiasché, per lo svolgimento saltuario dell’attività di bracciante agricolo, non sarebbero stati sufficienti al sostentamento minimo del nucleo familiare né, tantomeno, a giustificare gli acquisti e gli investimenti effettuati dall’interessato negli anni.

Si è, così, potuto appurare che i beni sequestrati fossero stati, nel tempo, acquisiti con i proventi delle numerose attività illecite poste in essere dal Fiaschè in tutta Italia e, per le quali, il medesimo, è stato destinatario di molteplici e reiterati provvedimenti di divieto di ritorno nei Comuni ove era solito compiere i propri piani criminosi.

Il Tribunale di Siracusa, ritenuta certa l’incompatibilità dei redditi dichiarati rispetto alle liquidità possedute dal proposto, ha emesso un decreto di confisca, a firma dei giudici, dott.sse Carla A. F. Frau, Concetta Zimmitti e Antonella Coniglio, avente ad oggetto disponibilità finanziarie per circa 640.000 euro oltre l’applicazione della misura di prevenzione personale di 2 anni dell’obbligo di dimora nel comune di Noto.

L’aggressione dei patrimoni illecitamente accumulati consente di colpire i soggetti pericolosi e chi abitualmente dedito a vivere nell’illegalità nel cuore dei propri interessi economici e di restituire alla collettività i beni illecitamente accumulati.

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