‘Ndrangheta, Reggio Calabria: sequestro da quasi un milione a professionisti ritenuti «legati alla cosca “Alampi”»

finanza-auto-fiancataReggio Calabria, 17 mag – Beni per poco meno di un milione di euro sono stati sequestrati dai Comandi Provinciali dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza di Reggio Calabria a tre professionisti, due avvocati e un commercialista, per gli inquirenti ritenuti legati alla cosca della ‘ndrangheta ‘Alampi’, attiva a Reggio Calabria.

Il provvedimento di sequestro finalizzato alla confisca è stato emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria e riguarda gli avvocati Giulia Maria Rossana Dieni e Giuseppe Putortì, e il commercialista Rosario Spinella.

In particolare i due avvocati, già destinatari nel luglio 2014 di un’ordinanza di applicazione di misura cautelare e sequestro preventivo emessa dal Tribunale Sezione GIP di Reggio Calabria nell’ambito dell’operazione ”Rifiuti Spa 2″ e condannati in primo grado lo scorso luglio con sentenza emessa dal GUP di Reggio Calabria alla pena di 8 anni di reclusione, secondo gli inquirenti avrebbero fornito «uno stabile e concreto contributo al mantenimento ed al rafforzamento dell’articolazione territoriale della ‘ndrangheta facente capo a Matteo Alampi – scrive la Procura in una nota -, prestandosi in modo consapevole e sistematico a fare da postini, nonché da portatori di messaggi e notizie recanti le specifiche direttive impartite dal carcere da Alampi ai sodali non detenuti».

A seguito di specifiche e articolate indagini patrimoniali svolte dalla Quarta Sezione del Nucleo Investigativo Carabinieri sono stati emessi, dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, i provvedimenti di oggi con i quali è stato disposto il sequestro di conti correnti, carte di credito, polizze e vari prodotti finanziari per un valore complessivo stimato in 220mila euro nei confronti dell’avvocato Giulia Maria Rossana Dieni e di 569mila euro nei confronti di Giuseppe Putortì.

Il commercialista Rossario Spinella, «anch’egli destinatario – spiega la Procura -, in data 22.07.2014, della richiamata Ordinanza di applicazione di misura cautelare emessa nell’ambito della citata operazione “RIFIUTI SPA 2” e in seguito condannato alla pena di anni 8 di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa, poiché, quale custode/amministratore di una serie di società sottoposte a sequestro e in concorso con soggetti facenti parte della cosca “Alampi” di Reggio Calabria», secondo l’accusa, avrebbe consentito «la presenza quasi quotidiana del capocosca Giovanni Alampi presso la sede delle imprese e l’intromissione nelle scelte aziendali più importanti ai medesimi soggetti ai quali quelle imprese erano state confiscate» ed emesso «fatture per operazioni inesistenti al fine di costituire fondi neri da erogare alla cosca».

Sempre secondo gli inquirenti, avrebbe sviato «l’utilizzo dei mezzi delle imprese confiscate per altri fini cui erano a vario titolo interessati i precedenti proprietari mafiosi. Con l’aggravante di avere commesso il fatto con abuso delle pubbliche funzioni», si legge nella nota della Procura.

Secondo i Finanzieri che indagano, inoltre, Spinella in qualità di custode e amministratore giudiziario di 4 società, si sarebbe «indebitamente appropriato di somme presenti sui conti correnti delle predette imprese – senza autorizzazione da parte dell’Autorità Giudiziaria competente – per il pagamento a sé stesso di parcelle relative a prestazioni professionali per le quali era già stato remunerato dall’Autorità Giudiziaria», spiega la Procura.

Per questo, il Tribunale di Reggio Calabria – Sezione Misure di Prevenzione ha emesso l’odierno provvedimento con il quale ha disposto il sequestro delle disponibilità finanziarie riconducibili al commercialista per 193.685 euro.

Complessivamente il Nucleo Investigativo Carabinieri e il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Reggio Calabria hanno eseguito misure di prevenzione patrimoniali per un valore di 982.685 euro.(AdnKronos)

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