‘Ndrangheta ed appalti pubblici: arrestate 25 persone dalla Guardia di Finanza

Finanza-RCReggio Calabria, 13 feb – Smantellata un’associazione di stampo mafioso finalizzata alla turbativa di gare d’appalto nel settore pubblico: un gruppo di 25 persone operante in Calabria, Lazio e Sicilia.

E’ un’operazione importante quella che, dalle prime luci dell’alba, i Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria (con il coordinamento della locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia) stanno mettendo in atto nelle tre Regioni.

Un’azione che rappresenta l’epilogo dell’attività investigativa condotta dal Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata (G.I.C.O.) del Nucleo di Polizia Tributaria di Reggio Calabria, volte a contrastare i profili imprenditoriali della cosca di ‘ndrangheta “PIROMALLI”, operante nella piana di Gioia Tauro.

L’operazione, denominata “Cumbertazione”, oltre al fermo delle 25 persone (responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione mafiosa, turbata libertà degli incanti, frode nelle pubbliche forniture, corruzione e falso ideologico in atti pubblici), ha permesso di individuare un cartello di oltre 60 società che, sfruttando l’appartenenza alla cosca Piromalli, ha costituito e consolidato negli anni una posizione di assoluto predominio nel settore degli appalti pubblici in Calabria.

Una posizione che ha permesso al gruppo imprenditoriale di determinare l’aggiudicazione di appalti, nel periodo 2012/2015, per un valore complessivo di oltre 90 milioni di euro, riuscendo sistematicamente a turbare almeno 27 gare indette da plurime stazioni appaltanti.

Non solo. Nel corso delle indagini sono state individuate una serie di ditte compiacenti con sede in Calabria, Lazio, Sicilia, Campania e Toscana, a cui venivano fatte presentare le offerte secondo importi che avrebbero automaticamente garantito l’aggiudicazione ad una di esse.

In alcuni casi queste imprese, scelte in ragione dei propri requisiti tecnici ed economici, secondo la procura, “si sono prestate a partecipare fittiziamente alle gare, singolarmente o in Ati o Rti, per conto dell’organizzazione (ricevendo in cambio una percentuale che variava dal 2,5% al 5% sull’importo posto a base d’asta, al netto del ribasso)”.

In altri casi “hanno presentato offerte fittizie, ricevendo in cambio, ad esempio, la garanzia che l’organizzazione, a sua volta, avrebbe presentato offerte fittizie per appalti di loro interesse così aiutandole ad aggiudicarsi le relative gare”, continua la procura.

Infine, secondo quanto emerso dalle indagini nella fase più propriamente esecutiva delle opere, “in alcune gare, sono state apportate varianti non autorizzate al progetto ed è stato riscontrato l’utilizzo di materiale scadente o di qualità diversa rispetto a quella prevista nel capitolato di appalto”.

Sono stati inoltre eseguiti 38 sequestri preventivi d’azienda, per un valore complessivo di circa 200 milioni di euro, e accertati rapporti di connivenza con il sodalizio criminale da parte di un dirigente comunale ed episodi di corruzione di un funzionario dell’ANAS.

L’attività investigativa, lo scorso 19 gennaio, aveva già portato a 27 provvedimenti di fermo di indiziato di delitto, ad oltre 150 perquisizioni di persone fisiche e giuridiche e a 44 sequestri preventivi d’azienda, per un valore complessivo pari a 224 milioni di euro.

Flipboard

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.