Napoli: la Finanza sequestra beni per oltre 3 milioni a 24 falsi invalidi

finanza-napoli-invalidiDal 2009 ad oggi, sequestrati beni per 18 milioni di euro. Roma, 11 dic – Oggi, nell’ambito delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica – Sezione Reati contro la Pubblica Amministrazione -, militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli hanno dato esecuzione a un decreto emesso dal GIP presso il Tribunale di Napoli impositivo di misure cautelari reali nei confronti di 24 persone residenti a Napoli e provincia (Giugliano, Ercolano e Marigliano), titolari di pensioni di invalidità false, ancora in corso di percepimento.

Il sequestro per equivalente ha interessato 28 beni immobili, 8 veicoli e disponibilità finanziarie riconducibili agli indagati, per un valore complessivo di oltre 3 milioni di euro, pari a quanto indebitamente percepito dagli stessi dal 2004 ad oggi.

Il provvedimento è stato emesso in relazione a reati di truffa ai danni dello Stato e di falso in atto pubblico accertati a seguito di un’articolata attività investigativa che ha permesso di far emergere un vasto sistema di frode all’INPS, finalizzato a ottenere l’indebita erogazione mensile di pensioni di invalidità e indennità di accompagnamento.

Il servizio si inserisce in un’ampia attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli ed affidata, per un verso, al Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Napoli e, per altro verso, al Comando Provinciale CC di Napoli, attività nell’ambito della quale, a partire dal settembre 2009 a oggi, sono stati eseguiti sequestri di beni per un valore di oltre 18 milioni di euro e circa 400 misure coercitive personali.

Nel filone investigativo le indagini sono state volte a vagliare la regolarità della corresponsione di benefici economici erogati dall’I.N.P.S. a persone residenti nell’ambito della 1ª Municipalità “Chiaia -San Ferdinando -Posillipo” del Comune di Napoli. Nel ricostruire l’iter procedurale previsto per la concessione del trattamento pensionistico, gli investigatori hanno esaminato numerose pratiche, istruite dai vari uffici pubblici competenti, rilevando una serie di incongruenze.

Ai minuziosi riscontri documentali sono seguite ulteriori attività istruttorie, consistite nella raccolta di dichiarazioni di persone informate sui fatti e nel sequestro di documentazione sanitaria e amministrativa rivelatasi integralmente falsa. Al termine delle indagini, che hanno riguardato “pratiche” istruite dall’A.S.L. Napoli l Centro e dalla 1ª Municipalità del Comune di Napoli, è emerso che nessuna delle 24 persone poi denunciate ha mai presentato la prevista domanda di riconoscimento dello stato di invalidità né, tanto meno, è stata mai sottoposta a visita medica da parte della competente Commissione Invalidi Civili del distretto sanitario di riferimento.

I benefici economici correlati all’invalidità sono quindi stati attribuiti agli indagati solo, grazie alla produzione di documentazione falsa, che – inviata ai competenti uffici – è stata sufficiente non solo per ottenere le provvidenze mensili (per quasi tutti i casi in esame, è stata riconosciuta l’invalidità con un punteggio superiore al 74%, la soglia minima per l’ottenimento dell’assegno di invalidità mensile) ma anche, in molti casi, per vedersi riconosciute diverse annualità di arretrati.

Flipboard

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.