Napoli, corruzione nelle forniture alla Fondazione “Pascale”: 7 misure cautelari

Fondazione_Pascale_NapoliNapoli, 7 mar – I militari del nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza di Napoli e del nucleo speciale Polizia valutaria hanno eseguito nelle scorse ore misure di custodia cautelare e provvedimenti di sequestro patrimoniale nei confronti di 7 persone ritenute responsabili del reato di corruzione nell’ambito dei rapporti di fornitura di prodotti all’Istituto Nazionale Tumori Fondazione “Pascale” di Napoli.

Tra i 6 destinatari delle misure di custodia cautelare ai domiciliari, anche il dott. Francesco Izzo, Direttore Generale della Struttura Complessa di Chirurgia Oncologica Addominale ad indirizzo Epatobiliare dell’Istituto, che – secondo le indagini della Procura di Napoli – avrebbe «garantito in modo sistematico» alle società gestite dalla moglie Giulia Di Capua (anche lei ai domiciliari) «l’aggiudicazione di una serie di forniture di prodotti medicinali per l’Istituto Pascale, richiedendone l’acquisto mediante procedura negoziale diretta senza ricorrere ad alcuna gara di appalto».

Izzo – spiegano gli inquirenti – avrebbe dichiarato falsamente che taluni dispositivi medicali necessari per la cura dei tumori al fegato «erano urgenti, infungibili e di esclusiva produzione di alcune aziende» tra le quali la Hs e la Led, i cui prodotti, spiega il procuratore aggiunto Alfonso D’Avino, «erano forniti dalle società Gimed srl e Gdc Medicali srl, gestite dalla moglie». Il valore complessivo delle commesse aggiudicate in tal modo, a partire dal 2012, alle società riconducibili a Izzo e alla moglie ammonta ad oltre 1,9 milioni di euro.

Destinatario dell’ordinanza eseguita dalla Guardia di Finanza, anche il direttore generale della Asl Napoli 1 Centro, Elia Abbondante. Secondo i magistrati Abbondante, all’epoca dei fatti responsabile unico del procedimento di alcune procedure in questione, essendo «cointeressato in affari con i coniugi Izzo e Di Capua nella società Geco srl», avrebbe omesso di astenersi in presenza di interesse proprio e avrebbe omesso di far rilevare profili di incompatibilità per Francesco Izzo, direttore di Chirurgia Oncologica Addominale del Pascale, nel momento in cui garantiva l’aggiudicazione di una serie di forniture di prodotti medicali per l’istituto a società riconducibili alla moglie.

Abbondante, secondo la ricostruzione dei magistrati condivisa dal Gip, avrebbe «omesso deliberatamente di bloccare le procedure amministrative attivate da Izzo per l’acquisto di beni presso le società interposte riferibili allo stesso Izzo e alla moglie Di Capua, nonostante la palese illegittimità delle procedure d’acquisto, in presenza di un evidente conflitto d’interesse e della pretestuosità delle attestazioni di urgenza, infungibilità ed esclusività delle forniture avanzate dal primario, riguardanti tra l’altro prodotti già in possesso della struttura sanitaria».(AdnKronos)

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