Modena, un arresto per frode ed evasione fiscale: recuperati proventi illeciti per 1,5 milioni

Finanza-560-1Modena, 3 mar – Operazione importante quella condotta ieri mattina dai Finanzieri della Tenenza della Guardia di Finanza di Mirandola. I militari hanno messo agli arresti domiciliari un soggetto che, con la collaborazione di altri complici, avrebbe ideato e realizzato una frode in danno dell’erario consistente nella sistematica e artificiosa creazione, prima, e cessione, poi, di crediti d’imposta fittizi conseguendo, anche a danno degli acquirenti, ingenti profitti.

È l’ultimo atto di una complessa attività investigativa (coordinata dalla Procura della Repubblica di Modena, nella persona del Sost. Procuratore dott. Marco Imperato) che ha già portato, nei mesi scorsi, alla denuncia a piede libero di 14 persone accusate, in concorso, di evasione e frode fiscale, truffa aggravata, riciclaggio e autoriciclaggio, ricettazione e reati in materia di immigrazione clandestina di cittadini stranieri.

Un’operazione che ha consentito anche il recupero a tassazione degli illeciti profitti realizzati, pari ad oltre 1,5 milioni di euro, e al sequestro preventivo, anche per equivalente, di beni e denaro per un valore totale pari ad 200.000 euro.

L’attività di indagine condotta dalle Fiamme Gialle mirandolesi ha consentito di disvelare il complesso sistema fraudolento posto in essere dal principale indagato, oggi agli arresti domiciliari, e di far emergere la gravità del danno arrecato alle casse dello Stato.

Il sistema – spiega la Guardia di Finanza – ruotava sull’illecito sfruttamento dei crediti d’imposta riconosciuti ai datori di lavoro per gli incrementi occupazionali. Attraverso la costituzione di soggetti giuridici fittizi (società di capitali ed onlus), venivano simulati, attraverso falsi rapporti di lavoro a tempo indeterminato, significativi incrementi occupazionali che, in virtù delle norme introdotte per incentivare il lavoro (L.n. 388/200 e L.n. 289/2002), davano diritto a beneficiare di rilevanti crediti da utilizzare per compensare le imposte, le tasse e i contributi previdenziali dovuti.

I fittizi crediti d’imposta così artificiosamente «costruiti» a tavolino, ammontanti a circa 6 milioni di euro, venivano poi «offerti sul mercato» attraverso siti internet (16), poi oscurati in forza del provvedimento emesso dall’Autorità Giudiziaria, ad un prezzo notevolmente inferiore al valore nominale e ceduti ad ignari contribuenti che, bisognosi di compensare i propri debiti fiscali e previdenziali, ritenevano così di poter risparmiare qualcosa.

Per gli acquirenti (oltre 100 sparsi su tutto il territorio nazionale), non solo imprese ma anche professionisti nel campo giuridico-economico verosimilmente ingannati attraverso gli artifici e raggiri abilmente realizzati dal dominus, oltre al danno (patrimoniale) costituito dalla truffa subita, anche la beffa: infatti, avendo utilizzato crediti di imposta inesistenti dovranno rifondere all’erario i propri debiti tributari e previdenziali che pensavano di aver assolto, anche con un risparmio.

Con l’intervento repressivo concluso dalla Guardia di Finanza di Mirandola si è così posto fine all’insidioso meccanismo fraudolento evitando in tal modo che la reiterazione delle condotte illecite realizzate producesse ulteriori e gravi danni, non solo alle casse dello Stato, ma anche ad altri ignari contribuenti che avrebbero potuto finire nella «rete» del truffatore.

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