Livorno, sequestro da 5,6 milioni per un imprenditore: anche 84 immobili

Finanza_LivornoLivorno, 8 mag – I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Livorno stanno dando esecuzione, su ordine della Procura della Repubblica di Lucca, ad un decreto (emesso dal G.I.P. del Tribunale lucchese, Dott.ssa Antonia Aracri) finalizzato al sequestro preventivo di disponibilità finanziarie, quote societarie e di immobili «conferiti fittiziamente da un imprenditore livornese in due trust formalmente costituiti a Lucca».

Il provvedimento scaturisce dalle indagini condotte dal Gruppo della Guardia di Finanza di Livorno, sotto il costante coordinamento della Procura della Repubblica di Lucca, nella persona del Sost. Proc. Dott. A. Ingangi, nei confronti di R.G., imprenditore livornese, settantenne, attivo nel settore delle compravendite e delle locazioni immobiliari, «con circa 500.000 euro di debiti verso l’Erario per imposte relative ad affitti nel tempo incassati e mai pagate», spiegano le Fiamme Gialle in una nota.

«Le investigazioni – scrive la Guardia di Finanza – hanno consentito di svelare come l’imprenditore, con lo scopo di rendere inefficace la procedura di riscossione coattiva da parte dell’Erario, si fosse spogliato, nel 2014, di tutti i beni mobili e immobili di proprietà (ben 84 immobili, anche di pregio, e quote sociali), conferendoli in due trust (fissandone formalmente la sede a Lucca)».

Il trust è un istituto giuridico di matrice anglosassone, da lungo tempo recepito nell’ordinamento italiano, attraverso il quale un disponente (definito settlor) aliena beni o diritti di sua proprietà al trust, affidandoli alla gestione di un terzo, che viene definito trustee: in questo modo i creditori del settlor (compreso l’Erario) non possono soddisfarsi sui beni conferiti in trust perché nella disponibilità del trustee.

Come spiega la Guardia di Finanza, però, non di rado si assiste ad utilizzi impropri di questo strumento giuridico che, «diretto alla creazione di un patrimonio autonomo e segregato rispetto al disponente, può prestarsi, in chiave patologica, a possibili finalità fraudolente».

L’operazione immobiliare dell’imprenditore 70enne, però, non è passata inosservata alle Fiamme Gialle livornesi: «analizzando i contratti stipulati dall’imprenditore, è stata appurata la coincidenza, nella persona dell’indagato, della figura del settlor e del trustee».

Secondo quanto ricostruito dalla Guardia di Finanza, l’imprenditore avrebbe infatti ceduto solo formalmente i suoi beni ai due trust, ma continuava ad avere un potere di ampia gestione del patrimonio immobiliare, riscuotendo – tramite gli stessi trust – gli affitti per la locazione dei numerosi appartamenti, garage e locali commerciali, percependo anche un compenso per l’attività gestoria.

Inoltre, in relazione ai proventi così accumulati, i due trust avrebbero sistematicamente omesso la presentazione delle dichiarazioni ai fini delle imposte sui redditi, occultando all’Erario gli ulteriori ricavi percepiti (in corso di quantificazione).

La creazione dei due trust è così risultata «essere stata attuata al solo fine di sottrarre alla procedura di riscossione coattiva l’ingente patrimonio immobiliare, oltre che a sottrarre materia imponibile al Fisco».

L’imprenditore è stato denunciato per il reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte alla Procura della Repubblica di Lucca.

I militari hanno provveduto a ricostruire – anche valorizzando il patrimonio informativo a disposizione attraverso le molteplici banche dati in uso al Corpo – il patrimonio oggetto di fittizia spoliazione, per un valore complessivo di circa 5,6 milioni di euro, sottoponendo a vincolo disponibilità finanziarie, quote sociali e tutti gli immobili sottratti all’esecuzione fiscale.

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