Livorno, scoperto un bazar del falso: denunciati due senegalesi

Finanza_Livorno_merceLivorno, 7 mar – Duecento beni sequestrati e due cittadini senegalesi denunciati. È questo il risultato dell’operazione condotta nelle scorse ore dai finanzieri del Gruppo di Livorno contro l’abusivismo commerciale.

L’attività dei militari è iniziata dal fermo di sessantenne senegalese che aveva esposto per la vendita, nei pressi di un supermercato della zona Picchianti di Livorno, borse, capi di abbigliamento, calzature contraffatte e cd-rom contenenti opere musicali, in violazione della normativa di tutela dei diritti d’autore.

Durante un servizio disposto nell’ambito del contrasto ai traffici illeciti, intensificato anche su input del Comando Regionale Toscana, i finanzieri hanno notato il cittadino extracomunitario e sequestrato tutta la merce esposta per la vendita, estendendo le attività di perquisizione anche ad una Fiat 600 parcheggiata nelle vicinanze del supermercato e adibita a deposito della merce contraffatta.

Nell’auto, occultati in sacchi di plastica, i militari hanno trovato calzature sportive recanti marchi “Adidas”, “Nike”, giubbotti “Colmar”, “Belstaff”, “North Sails”, “Napapijri” e borse “Michael Kors” e “O Bag”.

Gli approfondimenti hanno consentito ai finanzieri di individuare l’abitazione del senegalese in un appartamento nel centro cittadino e la conseguente perquisizione (autorizzata dal magistrato di turno, Dott.ssa Fiorenza Marrara) ha permesso di rinvenire, abilmente occultati in un capanno esterno, occhiali “Gucci” e “Ray Ban” e cd-rom musicali.

Condotto in caserma, lo straniero è risultato clandestino: peraltro, oltre che privo di permesso di soggiorno, era già destinatario di un provvedimento di espulsione ed allontanamento emesso dal Prefetto di Livorno nell’ottobre del 2013.

È stata quindi immediatamente avviata la procedura per l’emissione di un ulteriore provvedimento di espulsione e il senegalese è stato denunciato alla locale Procura della Repubblica di Livorno per i reati di commercio di prodotti contraffatti, ricettazione e violazione dei diritti d’autore.

Non solo. I finanzieri hanno verificato che l’autovettura utilizzata dal senegalese fermato era di proprietà del cognato, anch’egli sessantenne senegalese, in Italia da circa 15 anni con regolare permesso di soggiorno, noto alle forze dell’ordine per essere stato denunciato varie volte per reati contro il patrimonio e già destinatario di tre condanne definitive.

A lui la Guardia di Finanza ha contestato il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, oltre che di concorso nei reati di ricettazione, contraffazione e violazione dei diritti d’autore.

Le Fiamme Gialle hanno inoltre rilevato che nell’abitazione il secondo senegalese aveva fissato il luogo di esercizio dell’attività di commercio ambulante di cui risulta titolare: attività in relazione alla quale ha dichiarato all’erario redditi di poche centinaia di euro, peraltro solo dal 2014 in avanti (risultando quindi evasore totale per gli anni antecedenti).

Per questi motivi, è stato anche segnalato alla locale Questura per una valutazione della sussistenza dei presupposti necessari per il mantenimento del permesso di soggiorno.

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