Livorno, operazione della Finanza: sequestrati 4,4 kg di droga. Quattro misure cautelari

Finanza_Livorno_drogaLivorno, 5 mag – Importante operazione delle Fiamme Gialle contro lo spaccio di sostanze stupefacenti a Livorno: sequestrati 4,4 kg tra cocaina, hashish e marijuana, un’autovettura e denaro contante. È successo ieri. Ad entrare in azione, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Livorno su ordine della Procura della Repubblica labronica.

I Finanzieri hanno dato esecuzione ad un’ordinanza – emessa dal gip del locale Tribunale, Fabrizio Nicoletti – di applicazione della misura cautelare personale in carcere nei confronti di tre fratelli di nazionalità albanese (di cui uno al momento irreperibile), per traffico di sostanze stupefacenti.

Si tratta di M.K., 34 anni (identificato dalle forze di polizia, nel tempo, con ben otto alias), A.K., 31 anni (con due alias), e S.K., 29 anni, di cui i primi due domiciliati nel capoluogo labronico in un appartamento preso in affitto nella zona di piazza Magenta, e uno dimorante per lo più in Albania, che si recava saltuariamente a Livorno «per coadiuvare i fratelli nella gestione dello spaccio», scrive la Guardia di Finanza in una nota. Uno dei fratelli vive in Italia da oltre dieci anni.

Le indagini, dirette dalla locale Procura della Repubblica (titolare il pm Antonio Di Bugno), sono state sviluppate da personale del Nucleo di Polizia Tributaria e hanno avuto origine, nel mese di maggio 2016, dopo il ritrovamento di 36 grammi di cocaina e di un bilancino, occultati in un terreno delle campagne livornesi.

Il successivo avvio dell’operazione denominata “Undeground” ha consentito di ricostruire una sistematica attività di spaccio di sostanze stupefacenti «posta in essere dai tre fratelli albanesi, soggetti che non risultano aver mai presentato dichiarazioni dei redditi, con precedenti penali specifici e un processo in corso per gravi fatti di spaccio (per due dei fratelli)».

I tre, secondo la ricostruzione fatta dagli inquirenti, erano soliti recarsi, in orari diversi della giornata, con la propria autovettura (nella loro disponibilità esclusiva dal 2016), in luoghi particolarmente isolati e impervi, fuori dal centro cittadino, per occultare, in cespugli e in buche (opportunamente ricoperte di fogliame), cocaina, hashish o marjuana: droga che periodicamente veniva ritirata in piccole quantità per essere destinata al mercato livornese, in prevalenza a giovani consumatori o a piccoli pusher.

La droga veniva nascosta – confezionata all’interno di barattoli di vetro (cocaina), oppure imballata con cellophane e messa sotto vuoto (marijuana e hashish) – nelle campagne della frazione di Stagno, nella località Vallin dell’Aquila, nei pressi di una discarica o nei boschi di via di Grecale.

Rinvenute, in dieci occasioni (da maggio a dicembre 2016), sostanze stupefacenti e materiale destinato al confezionamento delle dosi.

Le singole responsabilità penali sono state ricostruite grazie alla costante attività di monitoraggio, pedinamento e osservazione: operazioni durante le quali è stato anche documentato, in un’occasione, il nervosismo degli indagati per la perdita di un carico di merce.

Arrestato, in flagranza di reato, anche un livornese (S.F., cinquantenne), ritenuto destinatario di una cessione di 1,2 kg di marijuana (custodita all’interno della bauliera della sua autovettura), sequestrando 4 mila euro in contanti rinvenuti in sede di perquisizione nella cassaforte della sua abitazione.

L’uomo, già giudicato al Tribunale di Livorno, ha patteggiato, il 24 marzo scorso, una pena di un anno e quattro mesi di reclusione e una multa di 2.400 euro. Complessivamente, nel corso delle indagini, sono stati sottoposti a sequestro 4,4 kg di sostanze stupefacenti, di cui 660 grammi di cocaina, 330 grammi di hashish (contenuti in 35 ovuli) e 3,4 kg di marijuana.

Dalla droga sequestrata sarebbe stato possibile ricavare oltre 13 mila dosi destinate al mercato dello spaccio nel capoluogo labronico, con un profitto quantificabile in circa 140 mila euro.

Il Gip ha anche disposto il sequestro dell’autovettura utilizzata dagli indagati per l’occultamento dello stupefacente.

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