La camorra anche nel tessuto economico friulano. Perquisizioni di CC e Gdf

gdf-triesteTrieste, 26 lug – Su delega conferita dal Procuratore della Repubblica di Trieste Carlo Mastelloni – unitamente al sostituto Procuratore Federico Frezza – militari dei Comandi Provinciali della Guardia di Finanza di Trieste e dei Carabinieri del Nucleo investigativo di Udine da questa mattina sono intenti ad eseguire decreti di perquisizione nei confronti di più persone fisiche e di sedi di società operanti in Trieste, Udine, Verona, Milano e Napoli.

Si tratta di una inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia svolta nell’ambito di complicate indagini per reati di riciclaggio di somme provenienti da attività illegali mediante l’intestazione fittizia di quote societarie a terzi soggetti in qualità di prestanome, anche nullatenenti o con bassissimo profilo reddituale, spesso pregiudicati, con lo scopo di eludere possibili misure di prevenzione e di sequestro dei beni illecitamente procurati, con l’aggravante di aver agito al fine di agevolare la criminalità organizzata campana.

Dagli accertamenti si evince, allo stato, una connessione tra operatori economici del settore della ristorazione – in particolare trattorie, pizzerie – e organizzazioni di stampo camorristico, realizzata anche mediante l’illecita movimentazione di ingenti flussi finanziari investiti in attività economiche con modalità opache e anomale. Proprie per queste ragioni sono stati avviati accertamenti bancari a livello nazionale volti all’analisi del transito di flussi di denaro su ben 150 conti correnti bancari.

Tra gli indagati figura un gestore di successo di diverse attività economiche prevalentemente svolte in Trieste, intestate fittiziamente a prestanome: uno di questi, in particolare, a fronte di minimi redditi dichiarati, risulta aver finanziato società per valori sproporzionati alle proprie capacità economiche e reddituali.

Dall’indagine emerge il fattivo apporto di “colletti bianchi“. Tra gli altri, compare come iperattivo un professionista, munito di un ruolo di coordinatore delle attività illegali: grazie infatti alle proprie capacità si sarebbe reso promotore della stipula di una molteplicità di contratti commerciali, anche per valori milionari, nonché di acquisizione di quote societarie e creazione di holding in diverse sedi del territorio nazionale, nell’interesse di soggetti indagati per riciclaggio di denaro sporco.

Il quadro investigativo risulta arricchito da dichiarazioni rese da un collaboratore di giustizia, già camorrista di spessore, che ha fornito agli inquirenti una chiave di lettura coerente quanto ai progressivi arricchimenti e un valido contributo informativo sulla eziologia e quindi sulla ricostruzione di condotte illecite pregresse attribuibili al ristoratore e all’intero circuito criminoso.

E’ possibile realisticamente ritenere pertanto che anche il tessuto economico del Friuli Venezia Giulia non possa più considerarsi immune da tentativi compiuti di infiltrazioni della camorra.

Le perquisizioni riguardano 12 abitazioni, 20 tra sedi societarie e punti di ristorazione. Allo sforzo operativo hanno preso parte più di 100 militari della guardia di finanza e dei carabinieri della territoriale in forza a Reparti del Friuli Venezia Giulia, del Veneto nonché di Lombardia e Campania.

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