Inarrestabile il flusso di “Khat” in Italia, la “droga dei poveri”. Sequestrati 36 Kg a Pozzallo (RG)

khat-pozzalloRagusa, 25 ago – Nei giorni scorsi la Guardia di Finanza e i Carabinieri, con la fattiva collaborazione dell’Agenzia delle Dogane, hanno condotto un’importante operazione antidroga all’interno del sedime portuale di Pozzallo (RG).

L’operazione si inquadra nell’alveo di specifici servizi antiterrorismo disposti dalla Prefettura di Ragusa a seguito del recente innalzamento del livello di sicurezza dei porti italiani.

In particolare, nel corso di un mirato servizio di prevenzione e repressione di reati connessi al terrorismo internazionale, i Finanzieri della Tenenza di Pozzallo e i Carabinieri dell’Ufficio di Polizia di Frontiera, in servizio presso il porto di Pozzallo, hanno tratto in arresto un cittadino somalo di 28 anni, incensurato, proveniente da Malta, sorpreso con 36 Kg. di sostanza stupefacente del tipo “Khat”.

Lo straniero, durante le operazioni di sbarco dal catamarano, ha attirato l’attenzione dei militari in quanto intento a controllare con particolare interesse due grosse scatole di cartone poste sul carrello bagagli.

I militari, insospettiti, lo hanno sottoposto ad un attento controllo e hanno proceduto alla perquisizione dei bagagli. All’interno delle scatole di cartone sono state rinvenute diverse buste di plastica contenenti foglie secche di colore verde del peso complessivo di circa 36 kg.

Dai successivi accertamenti sul contenuto delle scatole è stato appurato che si trattava di sostanza stupefacente del tipo “Khat”, meglio conosciuta come “la droga dei poveri”.

khat-yemenUn uomo mastica khat in YemenIl “Khat” è una nuova sostanza stupefacente proveniente dall’Africa, in particolare dall’Etiopia, ma anche da Ruanda, Uganda, Kenya e Yemen, che sta arrivando negli ultimi anni anche sul mercato italiano. Alla spedizione, le foglie, provenienti da un arbusto, il Catha Edulis, vengono fatte passare per tè, henné o spezie e provocano stati di eccitazione ed euforia.

Il cittadino somalo è stato, pertanto, tratto in arresto per il reato di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio e su disposizione del Sostituto Procuratore di turno, dott. Gaetano Scollo, è stato associato presso la Casa Circondariale di Ragusa.

L’intero quantitativo di sostanza stupefacente è stato sequestrato e inviato al laboratorio di analisi dell’Università di Catania per stabilire la valenza del principio attivo per poter quantificare i presumibili ricavi che avrebbe potuto fruttare l’attività di spaccio.

Dal 1980 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha inserito tra le sostanze stupefacenti il khat. Al contrario della dipendenza comune da anfetamine, però, la dipendenza da khat non produce assuefazione e la comparsa di sintomi da astinenza è rara.

Le foglie sono solitamente assunte anche in Italia da soggetti di provenienza africana, mentre non sono ancora diffuse tra gli italiani. Dall’inizio dell’anno

In Italia questa droga arriva regolarmente da almeno quattro-cinque anni, tanto che un sequestro da una tonnellata è stato effettuato a Fiumicino nel maggio 2013, e nel 2014 20 chili sono state trovati in possesso di una sola persona di nazionalità portoghese all’aeroporto Karol Wojytila di Bari.

Le foglie sono solitamente assunte anche in Italia da soggetti di provenienza africana, mentre non sono ancora diffuse tra la “clientela” di nazionalità italiana

Il fenomeno khat è controverso ed esistono pochi dati sul consumo e sulla ricaduta che questo potrebbe avere sull’economia e la società. Per esempio il khat non è illegale in tutti gli Stati europei, tanto che si sono osservati di “turismo del khat”, in particolare verso Londra.

Nelle tradizionali aree di coltura il khat garantisce una fonte di reddito sicura e rappresenta una scelta allettante per i produttori agricoli.

Nei Paesi Bassi e nel Regno Unito, dove il khat è legale, il consumo avviene generalmente in caffè noti come “mafrish”, che fungono da centri sociali offrendo bevande, televisione, cibo e khat. I caffè mafrish – spiega un report dell’Osservatorio Europeo delle droghe e delle tossicodipendenze – permettono di scambiarsi informazioni, di tenersi aggiornati sulle notizie relative ai Paesi di origine e di svolgere altre attività collettive. Il consumo di khat può inoltre avvenire in sale della comunità o in appartamenti privati.

Il khat può essere acquistato in negozi di ortofrutticoli, minimarket e perfino edicole. In Svezia, invece, la vendita del khat, come quella degli altri stupefacenti, avviene ai margini degli spazi pubblici, ad esempio nei parcheggi. In inverno si affittano abitazioni private per le sedute di consumo, mentre in estate esse si tengono nei parchi. Le attività di contrasto devono tenere conto della natura culturale dell’utilizzo del khat: in alcuni Paesi una rigida applicazione della legge ha creato tensioni tra le comunità di migranti e la polizia.

Un commercio quello del khat difficile da stroncare, anche perché i Paesi produttori grazie all’export delle foglie negli ultimi anni hanno visto un importante boom economico. Nelle tradizionali aree di coltura il khat garantisce una fonte di reddito sicura e rappresenta una scelta allettante per i produttori agricoli.

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