Guardia di Finanza, Toschi: in 5 anni con spending review risparmi per oltre 76 milioni

generale-toschiRoma, 25 mag – Tra il 2011 e il 2016 la Guardia di Finanza ha risparmiato 76 milioni di euro. A sottolinearlo è stato il Comandante generale della Guardia di Finanza Giorgio Toschi nel suo indirizzo di saluto al convegno ”La spesa pubblica tra controlli e spending review” alla Scuola di polizia tributaria della Guardia di Finanza.

A tale contenimento della spesa «si aggiungeranno negli esercizi futuri gli effetti derivanti dalle misure di contenimento con orizzonte pluriennale e le ulteriori iniziative di medio e lungo periodo».

Gli interventi che sono stati messi in campo dalla Guardia di Finanza per la razionalizzazione, ha spiegato Toschi, hanno interessato tutti i settori d’interesse istituzionale. Anche se «i margini d’intervento in cui l’azione di razionalizzazione si sta sviluppando sono obiettivamente limitati, – ha spiegato – in ragione del peso degli oneri incomprimibili, riconducibili essenzialmente agli emolumenti del personale, che incidono sul bilancio del corpo per circa il 90%».

In particolare, Toschi ha detto che «sul piano ordinativo nell’ultimo quinquennio è stata operata la soppressione di ben 87 reparti minori e l’adozione di oltre 1.700 ulteriori misure organizzative volte ad incrementare la dotazione di personale impiegato in mansioni di natura operativa». Significative riduzioni di costi poi «sono state conseguite nel settore dell’informatica e delle telecomunicazioni».

In merito alle infrastrutture «è proseguita l’opera di riallocazione delle caserme da strutture non di proprietà, – ha spiegato – attraverso l’acquisizione di immobili demaniali e/o confiscati e di locali privati concessi in comodato d’uso gratuito, nonché la realizzazione di nuove sedi realizzate con risorse assentite da leggi speciali».

Inoltre, per gli approvvigionamenti, «i risparmi sono stati ottenuti grazie al più ampio ricorso all’acquisizione di beni in sede accentrata, all’inserimento di specifiche clausole nei bandi di gara volte a sollevare l’amministrazione dal sostenimento di oneri collegati alla conclusione del procedimento, come nel caso dei costi connessi alle verifiche di conformità, e all’adozione di modalità gestionali del vitto alternative alla somministrazione di buoni pasto».(AdnKronos)

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