Genova, terrorismo islamico e “droga del combattente”: bloccato carico diretto in Libia

Finanza_Genova_droga_combattenteGenova, 8 mag – 37.500.000 pastiglie di tramadolo sono state sequestrate dalla Guardia di Finanza e dall’Agenzia delle Dogane. L’importante carico, proveniente dall’India, era destinato in Libia per il successivo smercio illecito. E, secondo le informazioni condivise con fonti investigative estere, i proventi della vendita sarebbero stati destinati a finanziare il terrorismo islamico.

Il sequestro, condotto in esecuzione di un provvedimento emesso dal GIP del Tribunale del capoluogo ligure, rientra in un’indagine, tuttora in corso, coordinata dal Sostituto Procuratore dott. Federico Manotti della Procura Distrettuale Antiterrorismo di Genova.

Il provvedimento cautelare è stato richiesto proprio dalla Procura Distrettuale Antiterrorismo ipotizzando i delitti di “falsità ideologica mediante induzione” aggravati dalla finalità di terrorismo, configurazione giuridica che è stata accolta dal Gip del Tribunale di Genova che ha quindi disposto il sequestro preventivo dell’ingente quantitativo di tramadolo.

La vendita al dettaglio del farmaco sequestrato avrebbe fruttato circa 75 milioni di euro: ogni pastiglia, infatti, nel mercato nero nord africano e medio orientale, viene venduta a circa 2 Euro. Proventi che, come detto, secondo gli investigatori, sarebbero stati destinati a finanziare il terrorismo islamico.

Cos’è il tramadolo? Il tramadolo è un oppioide sintetico, usato nella terapia del dolore, ma utilizzato in tutto il Medio Oriente alla stregua di una sostanza stupefacente. Non solo. Come testimoniato dai rapporti dell’UNODC, è una sostanza che ha dirette implicazioni anche nei teatri bellici, in quanto usato dai combattenti sia come eccitante, sia per aumentare le capacità di resistenza allo sforzo fisico.

L’OPERAZIONE

Tenuto conto del delicato scenario internazionale, le fiamme gialle di Lungomare Canepa, in sinergia con l’Agenzia delle Dogane, hanno intensificato i controlli proprio delle merci dirette in Libia. 

E, nell’ambito di questi controlli, sono stati individuati tre containers dichiarati contenere stoffe sintetiche e shampoo per capelli. All’interno, in realtà, dietro alcuni cartoni utilizzati come carico di copertura, erano nascoste le 37.500.000 pastiglie.

All’esito delle conseguenti indagini, le pastiglie sono state sottoposte a sequestro preventivo, in quanto merce accompagnata da documentazione doganale e commerciale falsa, strumentale a trarre in inganno gli Organi accertatori.

L’operazione si è avvalsa della preziosa collaborazione della D.E.A. americana e della Direzione Centrale dei Servizi Antidroga presso il Ministero dell’Interno e del supporto del Comando Generale della Guardia di Finanza- II Reparto- Ufficio Cooperazione Internazionale e Rapporti con Enti Collaterali, nonché del Nucleo Speciale Frodi Tecnologiche della Guardia di Finanza di Roma, per i particolari accertamenti svolti sulla rete internet.

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