Genova, corruzione: arrestato il direttore provinciale dell’Agenzia delle Entrate

Finanza_auto_GenovaGenova, 11 apr – Walter Pardini, direttore provinciale dell’Agenzia delle Entrate di Genova, è stato arrestato ieri sera a Recco con l’accusa di corruzione. Pardini è stato fermato «mentre – secondo la ricostruzione fatta dagli inquirenti – intascava una “mazzetta” di 7.500 euro, per favorire una transazione, da 3 commercialisti della Campania, anch’essi tratti in arresto, mentre un ulteriore 57enne professionista genovese è stato segnalato a piede libero in concorso».

A dirlo è la Guardia di Finanza in un comunicato stampa: l’operazione, condotta dalle Fiamme Gialle, è stata coordinata dalla Procura di Genova.

Al centro degli accertamenti proprio la presunta “mazzetta” che sarebbe stata versata da alcuni rappresentanti di una società campana.

«Una società operante nel settore della vigilanza privata, che aveva da poco cambiato sede dal Lazio al capoluogo ligure, nonostante risultasse avere molte sedi operative sul territorio, fra cui alcune in Campania, ma nessuna a Genova», evidenziano i Finanzieri nella nota.

Ad occuparsi dell’indagine il procuratore aggiunto Vittorio Ranieri Miniati insieme al sostituto procuratore Massimo Terrile. Sarebbero in corso perquisizioni negli uffici di via Fiume a Genova.

In mattinata anche la stessa Direzione regionale ligure dell’Agenzia delle Entrate aveva diffuso una nota in cui ringraziava e offriva la massima collaborazione «all’Autorità giudiziaria per far piena luce sulla vicenda che ha portato all’arresto del direttore della Direzione Provinciale di Genova, nell’ambito di un’inchiesta per reato di corruzione».

«Di conseguenza – proseguiva la nota – l’Agenzia ha adottato la sospensione cautelare dal servizio in attesa del provvedimento dell’autorità giudiziaria a seguito del quale verranno assunte tutte le misure disciplinari, contrattuali e risarcitorie per tutelare l’istituzione e la dignità dei propri dipendenti, che operano onestamente e scrupolosamente».

«L’Agenzia delle Entrate – concludeva la nota – condanna con risolutezza i comportamenti disonesti dinnanzi ai quali adotta con fermezza e celerità sanzioni disciplinari espulsive e da anni orienta i propri sistemi di controllo interno nell’individuazione di ogni possibile abuso con particolare riferimento a potenziali comportamenti fraudolenti».(AdnKronos)

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