Firenze, centro massaggi a luci rosse sequestrato dalla Guardia di Finanza

Firenze_centro_massaggiFirenze, 9 mar – Sequestrato un centro massaggi cinese “a luci rosse” e denunciate tre persone, di cui una arrestata per sfruttamento della prostituzione. È questo l’esito dell’operazione condotta nelle scorse ore dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Firenze.

I militari hanno arrestato una donna cinese quarantenne, ritenuta responsabile di aver trasformato il centro massaggi in una struttura dove veniva svolta proprio l’attività di prostituzione.

Il locale sequestrato si trova nella zona di Firenze Nova. Nel corso dell’operazione si è proceduto anche alla denuncia di un’altra persona, sempre di nazionalità cinese, che è risultata essere l’effettiva titolare del centro massaggi, per il reato di favoreggiamento all’immigrazione clandestina, nonchè un’altra donna cinese sprovvista di qualsiasi documento di identificazione.

L’attività di servizio ha preso le mosse da precedenti indagini – anche di intelligence – svolte dalle Fiamme Gialle del Gruppo di Firenze nell’ambito del controllo economico del territorio fiorentino, da cui era emerso che nell’esercizio commerciale, a richiesta della clientela, sarebbero state assicurate particolari prestazioni professionali di natura sessuale. Tra l’altro, il centro massaggi veniva pubblicizzato sul web con foto osé di ragazze cinesi cui corrispondevano anche recensioni da parte della clientela.

In effetti, all’atto dell’accesso nei locali aziendali sono stati rilevati chiari elementi probatori fortemente indicativi dei sospetti nutriti verso la vera attività svolta, che hanno trovato poi una conferma anche dall’acquisizione delle informazioni rilasciate, nell’imminenza del controllo della Guardia di Finanza, da alcune “lavoratrici”.

Con il coordinamento del pm della Procura di Firenze, Eligio Paolini, la “mama san” (così, in gergo cinese, è chiamata la tenutaria della struttura adibita a sfruttamento della prostituzione) è stata arrestata per violazione della legge n. 75/58 (più nota come legge Merlin) e si è proceduto alla denuncia di altre due donne cinesi, nonché al sequestro penale del locale commerciale e di copiosa documentazione fiscale ed extra-contabile, che consentirà ai finanzieri di ricostruire il reale volume d’affari, sottoponendo così a tassazione i proventi derivanti dall’attività illecita.

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