Firenze, atti intimidatori nei confronti dell’imprenditore Andrea Bacci: arrestate due persone [VIDEO]

Finanza_Firenze_BacciFirenze, 28 feb – Arrestate due persone per gli atti intimidatori nei confronti dell’imprenditore fiorentino Andrea Bacci. Si tratta di R.G., pregiudicato catanese di 48 anni, e D.P., 44enne imprenditore originario del Comune napoletano di Giugliano in Campania ma residente nel pistoiese. Sono ritenuti dagli inquirenti i responsabili dei colpi d’arma da fuoco che, il 23 gennaio scorso, avevano raggiunto, una prima volta, l’autovettura privata di Bacci e, a distanza di poche ore, le vetrate della società «AB Florence», azienda di Scandicci (FI) della quale Bacci è amministratore. Il reato contestato ai due è di «concorso in estorsione continuata».

Ad entrare in azione, ieri sera, i Finanzieri del Comando Provinciale di Firenze che hanno dato esecuzione ad un’ordinanza emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Firenze (Dott.ssa Anna D. Liguori) su richiesta della locale Procura della Repubblica diretta dal Procuratore Capo Dott. Giuseppe Creazzo. Le misure restrittive personali sono state eseguite dalle Fiamme Gialle del Gruppo Investigativo Criminalità Organizzata (G.I.C.O.) del Nucleo di Polizia Tributaria di Firenze.

Le indagini – condotte dal G.I.C.O., sotto il coordinamento del Proc. Agg. dott. Luca Turco e del Sost. Proc. dott.ssa Christine Von Borries – avrebbero messo in luce che le azioni intimidatorie di cui è rimasta vittima Andrea Bacci sarebbero state eseguite materialmente da R.G. (soggetto con precedenti penali specifici, di origine siciliana e da anni domiciliato a Firenze) per conto di D.P. (imprenditore edile che, secondo gli inquirenti, avrebbe vantato un credito di circa 270.000 euro nei confronti della COAM srl, società sottoposta ad una procedura di concordato preventivo di proprietà di Bacci) allo scopo di «convincerlo» ad onorare un debito da lui vantato.

Le attività investigative eseguite dalle Fiamme Gialle avrebbero consentito di raccogliere solidi elementi probatori (riscontri sulle immagini registrate dalle telecamere di sicurezza poste intorno alla società «AB Florence», sulle conversazioni intercettate tra gli indagati nonché su particolari profili contabili rilevati tra le società a vario titolo coinvolte) che hanno permesso all’Autorità Giudiziaria inquirente di indagare 4 persone ed ottenere il provvedimento cautelare in carcere eseguito nella serata di ieri.

In contemporanea sono state eseguite perquisizioni domiciliari durante le quali è stato acquisito altro materiale utile a confermare le ipotesi investigative sino ad ora condotte.


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