Finmeccanica, appropriazione indebita ed evasione fiscale: 82 indagati tra dirigenti e dipendenti

Finanza_Roma_FinmeccanicaRoma, 15 mar – Appropriazione indebita aggravata ed evasione fiscale. Con queste accuse, nelle scorse ore, i Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma hanno notificato l’avviso di conclusione indagini a 82 persone, tra dirigenti e dipendenti di Finmeccanica SpA (oggi Leonardo SpA).

Gli avvisi sono il frutto dell’esito delle indagini delegate dalla Procura della Repubblica della Capitale. Gli indagati, molti dei quali andati in pensione o fuoriusciti dalla società, sono accusati di appropriazione indebita aggravata di risorse della società e di aver realizzato un’imponente evasione di imposta attraverso la fittizia localizzazione all’estero di una società del gruppo al solo fine di evadere il fisco italiano per oltre 135 milioni di euro.

Le indagini, svolte dal Nucleo di Polizia Tributaria della Capitale, hanno preso avvio da segnalazioni di operazioni sospette e sono state estese alla verifica della regolarità dei flussi finanziari dell’azienda attraverso il riscontro della documentazione contabile, extracontabile e bancaria.

Nel corso delle attività investigative è emerso che numerosi dirigenti avrebbero «indebitamente prelevato dalle casse dell’azienda – distraendole dalle finalità istituzionali – somme di denaro destinate, per lo più, a prestiti al personale, abusando della posizione ricoperta all’interno dell’azienda a danno della stessa società», evidenzia la Guardia di Finanza.

L’ammontare complessivo delle somme di cui gli indagati si sarebbero indebitamente appropriati, dal 2008 al 2014, è pari ad oltre 3 milioni di euro.

Concomitanti ispezioni di natura tributaria avrebbero dimostrato poi la “esterovestizione” della società Finmeccanica Finance SA, controllata da Finmeccanica Spa, con sede dichiarata a Lussemburgo ma «di fatto – dicono gli inquirenti – gestita e amministrata in Italia». La società è stata prima posta in liquidazione per scelta aziendale dall’attuale management e poi definitivamente cancellata dal registro delle imprese lussemburghese.

Scopo della formale ubicazione all’estero sarebbe stato quello di sfruttare un regime fiscale più vantaggioso.

Gli amministratori e i dirigenti pro tempore della società lussemburghese sono stati pertanto indagati per omessa presentazione delle dichiarazioni fiscali, «per aver occultato – spiegano le Fiamme Gialle – dal 2010 al 2015, “ricchezza” imponibile per oltre 490 milioni di euro, evadendo imposte per più di 135 milioni di euro».

L’attuale top management di Leonardo SpA, non coinvolto nella vicenda, ha assicurato massima collaborazione.

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