Finanza: alla frontiera “nulla da dichiarare”, ma nascondeva lingotti d’oro

finanza-lingotti-oroVarese, 27 feb – Nel corso della quotidiana attività di vigilanza doganale dei confini terrestri italo-svizzeri, al fine di reprimere il contrabbando di merce, l’illecito movimento transfrontaliero di valuta e qualsiasi attività delinquenziale, i militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Gaggiolo, in servizio presso il Valico Turistico di Gaggiolo, unitamente al Funzionario dell’Agenzia delle Dogane, hanno individuato un’auto sospetta, in direzione Entrata Stato, ovvero proveniente dalla Svizzera, che è stata sottoposta ad un attento controllo.

L’ispezione del mezzo e del suo conducente, un imprenditore italiano, E. G. di 67 anni, operante nel settore delle consulenze, ha portato al rinvenimento di un lingotto in oro del peso di 1 Kg., del valore di circa 35.000 €, in una borsa occultata all’interno dell’auto. Il prezioso metallo, prelevato da una banca svizzera, non era stato dichiarato ai militari, i quali, alla formale domanda posta all’imprenditore, si erano sentiti rispondere “nulla da dichiarare”. Le Fiamme Gialle hanno sequestrato il lingotto per contrabbando e violazione della Nuova disciplina del mercato dell’Oro, nonché il relativo certificato di provenienza.

Tuttavia, i finanzieri, insospettiti dai crescenti segni di nervosismo dell’imprenditore, decidevano di accompagnare il soggetto in caserma per effettuare un controllo più approfondito, che permetteva di rinvenire in macchina quattro hard disk, che immediatamente analizzati, sono risultati contenere importanti informazioni di carattere fiscale.

Contestualmente, nel prosieguo delle indagini, venivano eseguite due perquisizioni locali presso il domicilio e presso la residenza del soggetto controllato, sita in Fossano (CN). Le ricerche dei finanzieri, in questa ultima località, consentivano di rinvenire un ulteriore lingotto d’oro del peso di 1 Kg, del medesimo valore economico.

Poiché quest’ultimo lingotto è risultato privo di titolo relativo all’acquisto in territorio nazionale, comprovante la legittima provenienza, nonché di qualsiasi documentazione doganale e della disciplina sull’oro, si procedeva al sequestro dello stesso. L’imprenditore veniva denunciato alla competente Procura della Repubblica di Varese per il reato di contrabbando.

Sono in corso ulteriori attività investigative per meglio delineare la posizione dell’indagato, con particolare riferimento al profilo fiscale.

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