Roma, favoreggiamento immigrazione clandestina: smantellato sistema «con collegamenti sospetti»

Roma_Shalaby_arrestoRoma, 12 apr – I Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dell’egiziano Reda Shalaby: l’accusa è quella di aver fornito supporto logistico e assistenza a persone irregolarmente permanenti sul territorio nazionale, per lo più di nazionalità egiziana. 

Dalle investigazioni sarebbero emersi inoltre anche «collegamenti sospetti con la terra d’origine», spiegano gli inquirenti.

Le indagini, delegate dalla Procura Distrettuale Antiterrorismo della Procura della Repubblica di Roma e condotte dagli specialisti della Sezione Investigativa Finanziamento al Terrorismo del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Tributaria della Capitale, avrebbero infatti accertato (anche con il prezioso supporto informativo del Comando Generale – II Reparto) che nell’aprile dello scorso anno, Shalaby, in circa 24 ore, fece un viaggio da Roma con scalo a Istanbul, tappa a Il Cairo e rientro a Milano.

Un viaggio che sarebbe stato «acquistato lasciando come recapito un’utenza intestata ad un cittadino pakistano, il cui fratello è attualmente recluso in Italia per associazione con finalità di terrorismo».

Nelle indagini all’epoca condotte dalla Procura della Repubblica di Cagliari era emerso infatti come quest’ultimo pakistano ora recluso, che gestiva un’agenzia di viaggi nella Capitale,  «raccogliesse fondi per finanziare le attività terroristiche», coordinando «- a livello nazionale – le “collette” spedite con voli diretti alle famiglie dei martiri e agli organizzatori dell’azione armata», spiega la Guardia di Finanza.

FAVOREGGIAMENTO ALL’IMMIGRAZIONE CLANDESTINA

L’attività d’indagine che ha portato all’arresto di oggi avrebbe consentito di appurare come Shalaby sia stato in grado di assicurare supporto logistico e assistenza a persone, per lo più egiziane e irregolari, anche con il rilascio di documenti falsi.

Secondo le accuse, infatti, l’uomo, titolare e/o rappresentante di più attività di commercio al dettaglio di frutta e verdura fresca (risultate non operative) in qualità di “datore di lavoro” avrebbe assunto fittiziamente alle proprie dipendenze numerosi connazionali, garantendo così quanto necessario per l’ottenimento/rinnovo del permesso di soggiorno.

Inoltre, su alcuni block notes rinvenuti e sequestrati in sede di perquisizione sono stati rilevati appunti manoscritti con numerosi nomi e relativi conteggi, inerenti – per gli inquirenti – il corrispettivo in denaro a fronte della falsa documentazione prodotta.

In tale ambito, sono stati deferiti, oltre a Shalaby, altri 24 soggetti, ritenuti «utilizzatori della falsa documentazione» per formare idonei “KIT Postali” indirizzati all’Ufficio Immigrazione della Questura di Roma, al solo fine di ottenere – illegittimamente – il rilascio/rinnovo del Permesso di Soggiorno.

Le attività investigative sono ancora in corso, al fine di verificare i collegamenti di Shalaby con altre persone.

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