Expo, Corte dei Conti Lombardia: danno da oltre 1,5 milioni per appalto vie d’acqua

auto-finanza-117Milano, 21 mar – La Procura regionale della Corte dei Conti della Lombardia ha notificato un atto di citazione per un danno erariale, «quantificato in misura superiore a un milione e mezzo di euro», nel procedimento di responsabilità amministrativa istruito per procedura di gara indetta dalla società pubblica Expo 2015.

In particolare, l’attività investigativa diretta dalla Procura di Milano ha consentito l’avvio di procedimenti di responsabilità erariale da parte della Procura regionale della Corte dei Conti, con l’ausilio del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza, in riferimento alla procedura di gara per l’affidamento dell’appalto per l’esecuzione del progetto “Vie d’acqua” sud- canale e collegamento Darsena-Expo/Fiera.

La contestazione erariale riguarda il soggetto responsabile unico del procedimento e presidente della commissione aggiudicatrice per l’affidamento di tale appalto. L’appalto è stato aggiudicato in favore di una Ati (l’associazione temporanea di imprese, ndr) guidata dall’impresa G. Maltauro Costruzioni per un importo complessivo pari a 42.537.508 euro, con ribasso percentuale offerto del 23%.

In corso d’opera il progetto ha subito delle modifiche che hanno comportato la realizzazione solo di parte delle opere previste. La quantificazione economica delle opere effettivamente eseguite dall’appaltatore risulta essere pari a 13.420.815,99 euro.

Il soggetto titolare delle funzioni in Expo 2015, secondo le accuse, avrebbe posto in essere «una serie di condotte finalizzate ad assicurare la costante ‘messa a disposizione’ dello stesso mediante atti contrari ai doveri inerenti il suo ufficio allo scopo di agevolare a vario titolo il conseguimento della commessa pubblica da parte dell’impresa», viene sottolineato in una nota.

In cambio della propria disponibilità, secondo gli inquirenti, avrebbe accettato la promessa e avrebbe ricevuto «illecite utilità rappresentate dalla stipulazione da parte dell’impresa di un contratto fittizio per prestazioni professionali di consulenza». Avrebbe accettato inoltre la promessa e avrebbe ricevuto «ulteriore utilità illecite sempre sotto la veste di fittizi contratti di consulenza».

Nei confronti del soggetto che all’epoca delle procedure di gara, oggetto di turbativa, rivestiva posizioni di rilievo primario nella gestione dell’attività contrattuale della società Expo 2015 «sono stati contestati il danno non patrimoniale all’immagine della società, il danno patrimoniale da tangente e il danno alla concorrenza».(AdnKronos)

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