Evasione fiscale internazionale nel commercio online: «80 milioni occultati da 15 imprese sconosciute al fisco»

Finanza_caserma_RiminiRimini, 8 giu – Conclusa una maxi operazione di contrasto ai fenomeni di evasione fiscale internazionale, di frode all’IVA e alle imposte sul reddito. L’azione è stata condotta dai finanzieri del Comando Provinciale di Rimini e avrebbe permesso di disarticolare quella che viene descritta dalle Fiamme Gialle come un’associazione per delinquere dedita a reati di frode fiscale internazionale nel settore del commercio online di apparati elettronici.

Gli interventi di polizia tributaria e le conseguenti indagini di polizia giudiziaria, su delega della locale Procura della Repubblica, avrebbero infatti permesso di dimostrare che due società, con sede formale nella vicina Repubblica di San Marino, svolgevano in realtà la propria attività prevalentemente in Italia, attraverso un sito internet di dominio italiano con server ubicato proprio in Italia.  

Anche avvalendosi di informazioni pervenute dalle Autorità del Titano tramite la procedura di mutua assistenza amministrativa, il Gruppo di Rimini sarebbe riuscito a constatare la “estero-vestizione” delle due società operanti nel settore del commercio on-line di prodotti elettronici, identificando l’amministratore di fatto delle aziende e, a Rimini, il magazzino nel quale veniva stoccata la merce delle vendite online.

Sarebbe stato anche disvelato l’occultamento di ricavi per circa 70 milioni di euro e individuate altre 13 imprese nelle province di Napoli, Caserta, Roma, Pescara e Pisa che, «pur avendo fornito circa 10 milioni di euro di apparati elettronici alle due società estero-vestite, risultavano aver omesso di presentare le dichiarazioni dei redditi per le annualità interessate dalle operazioni», spiegano le Fiamme Gialle in una nota.

Tre persone, tra cui l’amministratore di fatto delle due società, sono state denunciate alla locale Autorità Giudiziaria per associazione a delinquere finalizzata all’evasione fiscale internazionale, mentre i 13 rappresentanti legali delle imprese fornitrici per il reato di omessa dichiarazione.

Il P.M. – dott. Paolo Gengarelli – su proposta del reparto ha avanzato una richiesta di sequestro preventivo per equivalente fino all’ammontare di 33 milioni di euro («importo pari alle imposte evase»), provvedimento emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Rimini ed eseguito dai finanzieri nelle province di Rimini, Forlì Cesena, Caserta, Perugia e Viterbo e, attraverso un’apposita richiesta di assistenza giudiziaria, esteso nella Repubblica di San Marino.

L’amministratore di fatto delle due società è stato anche denunciato per il reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte: le indagini economico patrimoniali svolte per dare esecuzione al provvedimento del G.I.P., infatti, «hanno permesso di rilevare elementi che portano ad ipotizzare che l’indagato, dopo la notifica dei verbali, al solo fine di sottrarsi al pagamento delle imposte ovvero di interessi o sanzioni amministrative relative a dette imposte, abbia alienato al padre parte dei propri beni al fine di rendere in tutto o in parte inefficace la procedura di riscossione coattiva».

L’operazione non è sfuggita però alla Guardia di Finanza che nel mese di maggio scorso ha cautelato anche i cespiti oggetto della presunta vendita simulata.

Le operazioni delle Fiamme Gialle riminesi sono scaturite nella fase iniziale sulla base di input informativi forniti dal II° Reparto del Comando Generale della Guardia di Finanza – Ufficio Cooperazione Internazionale, sullo sviluppo di segnalazioni per operazioni sospette (S.O.S.) e sull’analisi di rischio effettuata attraverso le banche dati e gli applicativi informatici in uso al Corpo.

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