Enna, sottrae 1 milione di euro alle casse di “Riscossione Sicilia S.p.A.” GdF denuncia ex funzionario

Finanza-EnnaPalermo, 23 feb – Nel periodo compreso tra il 2009 e il 2015 si sarebbe appropriato di quasi un milione di euro sottraendoli dalle casse della società di riscossione siciliana. Così per un ex dipendente di Riscossione Sicilia spa è scattata la denuncia per falso, peculato e truffa aggravati in danno dell’Erario.

L’operazione, denominata “Facete”, del nucleo di Polizia tributaria della Guardia di finanza di Enna, è scattata dopo l’analisi patrimoniale e finanziaria del funzionario, all’epoca responsabile di fatto del settore contabilità dell’ente. I finanzieri, coordinati dal procuratore Massimo Palmeri e dal sostituto Giovanni Romano, hanno così scoperto che il tenore di vita dell’indagato era incompatibile con i soli redditi di lavoro e con i flussi e le movimentazioni dei conti bancari personali.

Il dipendente, oggi non più in servizio perché già licenziato dall’azienda per giusta causa, nella fase iniziale delle indagini, messo alle strette dai militari delle Fiamme gialle, aveva anche ammesso alcune appropriazioni, “rivelatesi solo una minima parte degli oltre cinquanta episodi distrattivi accertati” spiegano gli inquirenti. Le indagini economico – finanziarie hanno consentito anche di accertare le modalità attraverso le quali l’uomo, agevolato dall’assenza di “efficaci controlli interni” riusciva a distogliere a proprio vantaggio denaro destinato alle casse dello Stato, ad altri enti o addirittura a contribuenti, a titolo di rimborso fiscale. Il dipendente infedele nel periodo 2009-2015, nella sua qualità di pubblico ufficiale, si è appropriato indebitamente di oltre 940.000 euro di cui aveva la disponibilità in ragione della funzione esercitata.

Accertamenti che avevano indotto l’indagato alla spontanea restituzione di 55.000 euro e la società alla successiva denuncia delle appropriazioni dei rimborsi indebitamente percepiti dal dipendente. Le operazioni ispettive di Riscossione Sicilia Spa, anch’esse sviluppatesi nel tempo, sono proseguite parallelamente alle attività investigative della Guardia di Finanza. Intanto i finanzieri hanno già eseguito due misure cautelari patrimoniali emesse dal gip su richiesta della locale Procura, sottoponendo a sequestro preventivo per equivalente due immobili nelle province di Enna e Catania, di proprietà dell’indagato. Oltre al dipendente infedele sono stati segnalati alla Procura regionale della Corte dei Conti, quattro tra funzionari e dirigenti della sede di Enna dell’ente di riscossione per l’eventuale “culpa in vigilando” e gravi carenze del sistema di controllo interno che hanno causato un danno erariale pari a circa 885.000 euro al netto di quanto spontaneamente restituito.

Sono stati assoggettati a tassazione anche i proventi illeciti complessivamente percepiti dall’indagato in ciascuno degli anni incriminati, quantificando un’imposta di reddito dovuta di oltre 200mila euro.(AdnKronos)

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