Droga, la GdF sgomina 3 organizzazioni criminali: 44 arresti

caserma-gdf-brindisiBrindisi, 6 mag – Nelle prime ore del mattino, militari della Guardia di Finanza di Brindisi hanno eseguito 44 provvedimenti di custodia cautelare disposti dal G.I.P. del Tribunale di Lecce su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce, al termine di complesse indagini che hanno interessato tre distinte organizzazioni criminali che, anche interagendo tra loro, hanno gestito buona parte del mercato della droga nel territorio salentino, riuscendo altresì a perpetrare tale illecita attività anche nelle regioni dell’Emilia Romagna e del Friuli.

Le persone indagate

Sono indagate 55 persone tra cui 7 donne. 29 persone sono state attinte dalla misura cautelare personale della custodia cautelare in carcere e 15 dalla misura cautelare personale degli arresti domiciliari.

I reati contestati

Agli indagati sono stati contestati i seguenti reati:

  • Detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti;
  • associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti;
  • Estorsione.

Le indagini

Sono state svolte dai militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Brindisi.

L’attività investigativa, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Lecce (nelle persone del Procuratore Cataldo Motta, del Sost. Proc. Alessio Coccioli e del Proc. Agg. di Brindisi Nicolangelo Ghizzardi), ha riguardato 3 distinte organizzazioni criminali dedite al traffico di sostanze stupefacenti, operanti in Brindisi, San Pietro Vernotico (BR), Oria (BR) e Maniago (PN) che, nella realizzazione di alcune operazioni illecite, hanno anche interagito tra loro.

La prima e più importante aveva base operativa e logistica nella città di San Pietro Vernotico (BR) e faceva capo al pluri-pregiudicato Raffaele Renna, alias “Puffo”, esponente di spicco dell’associazione di tipo mafioso denominata “Sacra Corona Unita”.

La sua figura di spicco all’interno del clan è stata confermata anche da un importante collaboratore di giustizia, appositamente interrogato dagli operanti. A differenza delle altre due organizzazioni che avevano un mercato dello spaccio limitato all’ambito provinciale di Brindisi, questo primo sodalizio è risultato avere una struttura più radicata che gli ha permesso di perpetrare la sua illecita attività anche fuori dai confini regionali. L’organizzazione, infatti, è riuscita a spacciare la sostanza stupefacente anche nelle città di Rimini e Forlì, avvalendosi dell’opera di soggetti brindisini oramai ivi residenti.

Nel clan Renna un ruolo di primo piano lo hanno assunto Pamela Fortunato e Maria Carmela Rubini, rispettivamente compagna e zia del capo clan, le quali, a seguito del suo arresto, si sono adoperate per veicolare, dalla Casa Circondariale di Castrovillari ove era detenuto, gli ordini impartiti agli altri sodali.

La seconda organizzazione aveva base operativa e logistica nella città di Brindisi e faceva capo ai pluri-pregiudicati Jury Rosafio, Cosimo D’Alema e Vincenzo D’Ignazio. La stessa aveva diramazioni nella provincia di Pordenone come documentato a seguito di intervento conclusosi con l’arresto di un corriere che trasportava un panetto contenente oltre mezzo chilo di cocaina.

Nell’occasione, Cristian Quarta, soggetto brindisino originario di San Pietro Vernotico ma da anni residente a Maniago (PN), aveva svolto un ruolo di intermediazione con esponenti di altre associazioni criminali ivi operanti, utilizzate come canale di approvvigionamento dello stupefacente. In un’occasione, altresì, è emerso un episodio estorsivo ai danni di Cosimo D’Alema, esponente di rilievo dell’organizzazione criminale in esame, il quale, a seguito del mancato pagamento di una fornitura e delle successive minacce (anche di morte) avute da Raffaele Renna, è stato costretto a cedergli un’automobile.

Da ultimo, vi è l’organizzazione criminale facente capo alla famiglia Baglivo di Brindisi, anch’essa operante nel territorio della città di Brindisi. Al termine delle investigazioni, eseguite anche tramite intercettazioni telefoniche ed ambientali, l’interrogatorio di un collaboratore di giustizia appartenente alla “Sacra Corona Unita” e numerosi servizi di osservazione, pedinamento e controllo dei movimenti di persone e mezzi, ha consentito di:

  • ricostruire gli assetti di ogni singola organizzazione criminale, individuando, per ognuna di esse, i principali canali di approvvigionamento delle sostanze stupefacenti;
  • accertare le modalità di gestione dei numerosissimi affari illeciti delle tre organizzazioni criminali, portati a termine anche facendo ricorso alla violenza e alle minacce con uso di armi da fuoco;
  • eseguire numerosi interventi repressivi, a riscontro delle risultanze d’indagine, che hanno consentito di trarre in arresto, in flagranza di reato, 9 soggetti e di sottoporre a sequestro complessivi kg. 2,678 di eroina, cocaina, metadone, hashish e marijuana.
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