Catanzaro, truffe ai risparmiatori: indagato ex promoter. Perquisizioni tra Lazio e Calabria

117-autoCatanzaro, 4 apr – La nota vicenda delle truffe dell’ormai ex promoter Fideuram di Lamezia Terme (CZ), perpetrata a danno dei risparmiatori, era scoppiata lo scorso autunno e addirittura, alcuni mesi fa, era salita anche alla ribalta nazionale in una trasmissione televisiva delle reti Rai.

A far scattare le indagini, “numerose denunce da parte di clienti di Banca Fideuram, filiale di Lamezia Terme, che avevano affidato i propri risparmi ad un promoter senza dubitare della sua competenza e spesso in virtù di rapporti amicali e di fiducia consolidati nel tempo”, spiega la Procura in un comunicato.

Gli stessi, venuti a conoscenza di ingenti ammanchi di denaro dai loro conti corrente, si erano rivolti all’Autorità Giudiziaria e alla Guardia di Finanza lametina per far luce sull’accaduto.

Le attività hanno portato nei giorni scorsi all’esecuzione da parte del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Catanzaro di diverse perquisizioni domiciliari nei confronti di tre persone. Sul registro degli indagati, oltre a V.T. di anni 48, ritenuto dagli inquirenti autore del raggiro, sono finiti anche il cognato, G.C. di Lamezia Terme, e l’ex collega dell’agente, S.A. di Decollatura, accusati a vario titolo di truffa aggravata e autoriciclaggio.

In sostanza – secondo le accuse – V.T., “dopo essersi impossessato indebitamente del denaro di un centinaio di risparmiatori”, convinti di averlo investito in prodotti finanziari, “avrebbe movimentato il profitto delle truffe, mediante numerose carte di credito prepagate e operazioni di home banking, allo scopo di renderne difficoltosa l’individuazione – evidenzia la Procura -. In alcuni casi, addirittura, una parte di denaro sarebbe stata anche veicolata su conti piattaforme finanziarie estere anche con sede in paesi a fiscalità privilegiata”.

Il private banker, secondo gli inquirenti, avrebbe “movimentato” oltre 3 milioni di euro provento di truffa, “riuscendo nel tempo ad ingannare i risparmiatori e fornendo loro false rendicontazioni o spostando, di volta in volta a seconda della necessità, del denaro sui loro conti per rendere credibili i frutti degli investimenti”, sottolinea la Procura.

Le Fiamme Gialle catanzaresi, sotto le direttive del Procuratore della Repubblica di Lamezia Terme – Dott. Salvatore Curcio – e del Sostituto Procuratore – Dott.ssa Giulia Maria Scavello -, hanno eseguito diverse perquisizioni tra Catanzaro, Lamezia Terme, Vibo Valentia e Roma alla ricerca di ulteriori prove a carico degli indagati.

“Tra i luoghi visitati – fa sapere la Procura – anche la sede Fideuram di Lamezia Terme”. Le operazioni hanno condotto al sequestro di diversi computer, smartphone, documentazione varia, una ventina di carte di credito e 6 mila euro in contanti, di cui la metà occultata perfino in una confezione di detersivo in polvere.

Gli elementi raccolti sono ora al vaglio dei finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria – Gruppo Tutela Economia di Catanzaro al fine di verificare eventuali altri responsabili e definire il quadro completo della vicenda a tutela dei clienti raggirati, alcuni dei quali avrebbero perso tutti i loro risparmi.

Flipboard

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.