Catania, traffico internazionale di droga: la Finanza sgomina un’organizzazione

Finanza_Catania_portoCatania, 14 mar – Tre arresti e 110 kg di cocaina sequestrata. È questo il bilancio dell’operazione condotta venerdì scorso dai finanzieri del Comando Provinciale di Catania che, su delega della locale Procura Distrettuale, hanno dato esecuzione ad un decreto di perquisizione di alcuni container, provenienti dal Sud America, trasportati dalla motonave “Brussels” nel porto di Salerno.

All’interno, i militari hanno rinvenuto l’ingente quantitativo di cocaina purissima in alcuni borsoni nascosti tra il carico di banane. Lo stupefacente era destinato al mercato siciliano e avrebbe fruttato alle organizzazioni criminali coinvolte almeno 14 milioni di euro.

In manette, su provvedimento emesso dalla DDA, tre persone, componenti di un’associazione internazionale finalizzata all’importazione e al traffico di ingenti quantitativi di cocaina.

L’operazione è il frutto di un’attività di indagine coordinata dalla Procura e condotta dai Finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Catania: un’azione che ha fatto emergere l’esistenza di un sodalizio crimanale formato da numerosi soggetti (alcuni dei quali in corso di identificazione), operativi tra Sicilia, Campania, Lazio, Sardegna, Spagna, Colombia ed Ecuador: persone dedite all’organizzazione di consistenti importazioni di cocaina sulla rotta Sud America – Italia.

Nei confronti dei principali artefici del traffico internazionale di stupefacenti, sono stati emessi quattro provvedimenti di fermo dei quali tre eseguiti dalla Guardia di Finanza: Vincenzo Civale (40enne di origini napoletane), ritenuto dagli inquirenti il detentore dei contatti diretti con i fornitori dello stupefacente nel Sud America, Antonino Lupo, (54enne palermitano) e Antonino Ignazio Catalano (52 di Palermo), indicati dagli investigatori quali principali committenti sia dei carichi già realizzati che di alcuni di quelli in fase di progettazione.

Per un quarto soggetto di origini spagnole, che spesso dimorava in Sud America e che al momento degli arresti non si trovava in Italia, il provvedimento di fermo non è stato eseguito.

Le indagini sono state complesse: gli indagati, infatti, agivano in più paesi tra Europa e Sud America. In particolare – spiega la Procura – Civale, seguendo le direttive del socio spagnolo, perfetto conoscitore delle dinamiche interne ai cartelli colombiani, si sarebbe recato per alcuni mesi in Colombia per accreditarsi e conquistare la fiducia dei fornitori di cocaina.

Durante la permanenza in Sud America, consapevole dei seri rischi per la sua incolumità fisica in caso di mancata realizzazione del progetto criminale, avrebbe mantenuto fitti contatti con Antonino Lupo al fine di stabilire le modalità più sicure per realizzare la spedizione dello stupefacente.

Dopo frenetiche trattative e continui mutamenti di programma, alla fine del 2016, l’organizzazione, mediante un ignaro corriere internazionale, è riuscita a realizzare con successo una spedizione “campione” di 9 kg di cocaina: il mittente era un’impresa di Santa Marta (Colombia) e il destinatario un’azienda etnea di fantasia.

Particolarmente innovative le modalità attraverso le quali la cocaina è stata occultata nell’occasione: infatti, attraverso uno speciale procedimento chimico, i mittenti colombiani erano riusciti a celare la droga all’interno di carbone vegetale in polvere (oltre 40 Kg). La sostanza, così abilmente “confusa”, sarebbe stata poi estratta con un ulteriore procedimento chimico che avrebbe richiesto l’opera di professionalità specifiche.

Il buon esito dell’operazione, a detta degli organizzatori, aveva accresciuto la loro credibilità nei confronti dei mittenti colombiani, aprendo così definitivamente la possibilità di un più significativo carico.

E venerdì scorso, infatti, l’arrivo al porto di Salerno dei 110 kg di cocaina: ad attenderli, però, questa volta c’erano i Finanzieri del GOA di Catania.

Il sodalizio, nei mesi antecedenti, aveva palesato inoltre capacità organizzative di rilievo e, pur progettando come porto preferito di approdo quello Palermo, non aveva escluso l’arrivo di spedizioni anche a Livorno o Genova.

Nella giornata di ieri, i Gip di Palermo e Frosinone hanno convalidato rispettivamente i fermi di Lupo e Catalano, rintracciati nel capoluogo siciliano venerdì, e di Civale, fermato nella sua abitazione a Frosinone.

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