Caporalato, Forlì: associazione sgominata dalla Guardia di Finanza

CaporalatoForlì, 9 mar – Un’associazione criminale dedita allo sfruttamento di cittadini extracomunitati è stata sgominata in queste ore dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Forlì-Cesena che hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 5 persone.

Il provvedimento è stato emesso dal Gip del Tribunale di Forlì su richiesta della Procura della Repubblica locale.

Gli arrestati, tutti di nazionalità marocchina, rispondono del reato di associazione per delinquere finalizzata all’intermediazione illecita, allo sfruttamento del lavoro e all’impiego di lavoratori privi di permesso di soggiorno.

Risultano indagate a piede libero anche altre quattro persone per il reato di favoreggiamento personale: avrebbero reso false dichiarazioni alla polizia giudiziaria per consentire agli arrestati di eludere le investigazioni in corso.

L’associazione criminale era dedita al reclutamento e allo sfruttamento di cittadini extracomunitari, impiegati nelle aziende agricole del forlivese, del ravennate e del veronese.

Nel corso delle attività investigative, svolte anche con l’ausilio di intercettazioni telefoniche nei confronti dei “caporali”, sono state documentate le condizioni di sfruttamento cui erano sottoposti i dipendenti di tre società cooperative di proprietà degli indagati, che percepivano retribuzioni in modo difforme dai contratti collettivi nazionali o territoriali stipulati, o comunque sproporzionate rispetto alla quantità e qualità del lavoro prestato.

In molti casi non veniva nemmeno regolarmente elargito lo stipendio utile per potersi sfamare.

Non solo. I dipendenti erano obbligati in alloggi degradanti, in quanto costretti a vivere ammassati in due abitazioni di Cesena tra escrementi e sporcizia.

Attraverso il paravento delle società cooperative costituite nel tempo, gli indagati ottenevano lavori in appalto da numerose aziende agricole locali per le quali svolgevano attività di facchinaggio e, più in particolare, procedevano ad ingabbiare gli animali per la successiva vendita. In tale contesto è stato rilevato che gli animali subivano maltrattamenti in quanto maneggiati da soggetti inesperti.

Nel corso delle indagini sono stati eseguiti numerosi interventi da parte dei Reparti del Corpo che hanno consentito di individuare 10 lavoratori privi di regolare permesso di soggiorno (alcuni dei quali impiegati per l’inoculazione di vaccini antivaiolo ad animali) e 38 privi di contratto di lavoro.

Sulla base dei risultati dell’indagine, il Sostituto Procuratore della Procura della Repubblica di Forlì, dott.ssa Sara Posa, ha avanzato richiesta di provvedimento di custodia cautelare: richiesta condivisa dal Gip del Tribunale di Forli, dott. Giorgio Di Giorgio, che ha emesso l’ordinanza.

L’operazione di oggi è stata condotta dai finanzieri di Cesena anche nella provincia di Verona con la collaborazione dei colleghi della Compagnia di Soave.

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