Camorra, maxi confisca della Finanza: colpito il patrimonio di un presunto affiliato al clan “Licciardi”

finanza-auto-fiancataRoma, 25 mag – Oltre un milione di euro. A tanto ammonta il valore della confisca condotta nelle scorse ore dai Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma. Ad essere confiscato, un ingente patrimonio mobiliare e immobiliare, del valore stimato di circa 1.120.000 euro, riconducibile ad un pregiudicato napoletano, ritenuto dagli inquirenti appartenente al clan di camorristico “Licciardi”, da tempo residente a Terracina (LT).

Il provvedimento, disposto dal Tribunale di Latina ed eseguito dagli specialisti del G.I.C.O. (Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata) del Nucleo di Polizia Tributaria di Roma, costituisce l’epilogo di complesse indagini di polizia economico-finanziaria, avviate nel marzo 2015 su delega della Direzione Distrettuale Antimafia capitolina e sviluppate nei confronti di Eduardo Marano, 58 anni, «gravato da numerosi e significativi pregiudizi di polizia – scrive la Guardia di Finanza in una nota -, dall’associazione di tipo mafioso (imputazione per la quale è stato condannato dal Tribunale di Napoli, in primo grado, a 9 anni di reclusione) all’estorsione, alla detenzione illegale di armi e munizioni».

Coordinati dalla D.D.A. di Roma, i Finanzieri del G.I.C.O. «hanno ricostruito il curriculum criminale di Marano – spiegano le Fiamme Gialle – e sviluppato minuziosi accertamenti patrimoniali al fine di aggredire i beni illecitamente accumulati nell’arco di oltre trent’anni, del tutto incongruenti con la capacità reddituale sua e dei suoi familiari».

Tale sproporzione, «unita alla qualificata pericolosità sociale – continuano i finanzieri – ha permesso di richiedere e ottenere, ai sensi del “Codice Antimafia”, l’applicazione della misura della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza – con obbligo di soggiorno nel comune di residenza per 3 anni – e il sequestro finalizzato alla confisca dell’intero patrimonio», a lui direttamente o indirettamente riconducibile.

I beni confiscati – già sottoposti a sequestro di prevenzione alla fine del 2015 – sono 5 fabbricati a Napoli e Terracina (LT), un motoveicolo, rapporti e disponibilità finanziarie.

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