Calabria: raffica di arresti alla Regione. Anche un senatore e un assessore

finanza-arresto-politiciReggio Calabria, 26 giu – A seguito di complesse attività investigative che hanno riguardato la precedente consiliatura regionale, ovvero gli anni 2010/2011/2012, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, in collaborazione con altre articolazioni territoriali della Guardia di Finanza, hanno proceduto all’esecuzione, su ordine della locale Procura della Repubblica presso il Tribunale, di 3 ordinanze di custodia cautelare personali degli arresti domiciliari, di 5 ordinanze di divieto di dimora in Calabria, nonché alla notifica contestuale, nei confronti di 27 indagati, di un provvedimento di sequestro preventivo di disponibilità patrimoniali per 2.500.000 euro, circa, corrispondente all’equivalente delle somme previste e stanziate per le attività istituzionali dei Gruppi Consiliari, ma ottenute sulla base di documentazione giustificativa falsa e, comunque, impiegate per finalità diverse da quelle istituzionali.

Le ipotesi di reato contestate nell’ordinanza di custodia cautelare del GIP presso il Tribunale di Reggio Calabria sono quelle previste dagli artt.110 -314 – 479 c.p. (peculato, Falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici) configurate, a vario titolo, in ragione dell’incarico ricoperto dai 27 destinatari dei provvedimenti.

Il tutto ha origine da una ampia attività di indagine, finalizzata alla verifica del corretto impiego delle somme stanziate dalla Regione Calabria per le finalità di “funzionamento” dei Gruppi Consiliari Regionali che, dopo la catalogazione della copiosa documentazione di spesa acquisita, ha consentito di riscontrare le condotte illecite contestate, mediante l’esecuzione di mirati accertamenti bancari, di indagini tecniche, riscontri contabili esterni finalizzati alla verifica oggettiva e soggettiva delle operazioni documentate dai vari esponenti politici.

Le diversificate attività svolte, relativamente al corretto impiego dei fondi regionali ai sensi della normativa regionale pro tempore (L.R.13/2002 – 15/2008 e succ. modifiche ed integr.) hanno interessato la IX Legislatura ed hanno riguardato tutti i gruppi politici operanti nel triennio 2010/2012.

Oltre alla non “idoneità” della spesa, sono state rilevate dai Finanzieri, irregolarità oggettive e soggettive delle prestazioni documentate ovvero casi di operazioni inesistenti. Inoltre, accurati riscontri contabili, suffragati dagli accertamenti bancari esperiti sul conto delle varie compagini politiche, hanno consentito di riscontrare diverse discrasie tra le movimentazioni ed i saldi in conto corrente dei citati Gruppi Consiliari e quanto documentato mediante la presentazione del rendiconto “annuale”, celando il corretto impiego per cui i fondi pubblici erano destinati. Ulteriore elemento di frode, rilevato nel corso delle indagini, è stata la doppia documentazione delle spese che, in taluni casi, ha consentito ai soggetti agenti di ottenere un duplice rimborso in danno all’Ente Regione Calabria nonché al proprio gruppo politico di appartenenza.

L’importo complessivo delle somme oggetto di contestazione, in quanto non ritenute conferenti con le finalità legislative afferenti il loro corretto impiego per motivi di ordine
istituzionale/gestionale delle compagini politiche all’epoca dei fatti operanti in seno al Consiglio regionale della Calabria, ammontano a 2.491.263 euro, per le quali, come detto, veniva disposta la richiesta di sequestro per equivalente.

Tra gli indagati coinvolti nell’operazione, chiesto l’arresto del senatore Ncd Bilardi, in quanto membro della nona consiliatura regionale, nella quale era stato eletto prima di passare a palazzo Madama, per le ipotesi di reato di peculato e falso nella gestione dei fondi destinati ai gruppi consiliari. La Procura di Reggio Calabria ha chiesto l’autorizzazione a procedere alla giunta del Senato, come da procedura.

Ai domiciliari l’assessore ai Lavori pubblici della Regione Calabria De Gaetano. Le indagini, effettuate anche attraverso intercettazioni telefoniche e accertamenti bancari, avrebbero consentito di individuare discrasie tra le movimentazioni ed i saldi in conto corrente dei gruppi consiliari regionali negli anni 2010/2011/2012 e le presentazioni del rendiconto annuale. In alcuni casi sarebbe stata riscontrata anche la presentazione di una doppia documentazione di spese per ottenere un doppio rimborso.

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