Bologna, assaltava sportelli bancomat: sequestrato mezzo milione a rapinatore

auto-finanza-117Bologna, 24 mar – Beni per un valore di oltre mezzo milione di euro sono stati sequestrati nei giorni scorsi a F.D., tratto in arresto nell’agosto del 2016 dalla Polizia di Stato insieme ad altri complici nell’ambito dell’operazione “Vacanze romane”. È ritenuto responsabile di una serie di assalti a sportelli bancomat nelle province di Bologna, Roma e Milano.

L’operazione è stata condotta dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Bologna e dalla Squadra Mobile della Questura locale.

La misura di prevenzione patrimoniale è stata disposta dal locale Tribunale e ha riguardato beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie del valore di 530.000 euro.

Nello specifico, il provvedimento riguarda 2 abitazioni e 2 terreni tra Castel San Pietro e Castel Maggiore, nonché un’auto, 2 motoveicoli e vari rapporti bancari.

Grazie alle indagini patrimoniali svolte (su delega del Sostituto Procuratore Dott. Domenico Ambrosino) dagli specialisti del G.I.C.O. delle Fiamme Gialle – che si sono avvalsi anche degli importanti elementi di prova acquisiti nel corso delle investigazioni svolte dalla Polizia lo scorso anno – è stato possibile dimostrare la pericolosità sociale “costante nel tempo ed attuale” di F.D., persona gravata da numerosi precedenti giudiziari già a partire dalla fine degli anni ‘90 (tra i quali ricettazione, lesioni personali, oltraggio a pubblico ufficiale, furto in abitazione, trasporto di materie esplodenti e altri).

Sono stati sottoposti a sequestro di prevenzione, in applicazione delle norme contenute nel Codice Antimafia, una serie di cespiti di valore assolutamente sproporzionato rispetto alle disponibilità di F.D. e dei membri del suo nucleo familiare che, come precisa l’ordinanza emessa dal Tribunale di Bologna, «hanno prodotto redditi inferiori alle capacità di spesa, appena sufficienti per le spese necessarie ad esigenze di vita quotidiana e del tutto inadeguati a supportare gli acquisiti dei beni immobili e dei mobili effettuati nel corso degli anni».

In particolare, la minuziosa ricostruzione effettuata dagli investigatori ha permesso di accertare come gli incrementi patrimoniali nel corso degli anni siano stati possibili grazie alla rilevante disponibilità di denaro contante, versato inizialmente su conti correnti e libretti di deposito, per poi essere convogliato per l’acquisto di beni.

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