Avellino: laici “infedeli” truffano associazioni religiose. Sequestrati beni per 30 milioni

finanza-auto-2014Avellino, 26 mar – «I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Avellino, coordinati da questa Procura – si legge in una nota della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Avellino – , hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo, emesso dal locale G.I.P., di beni mobili e immobili nonché disponibilità finanziarie per un valore totale di oltre 30 milioni di euro nella titolarità delle Associazioni “MISSIONE DELL’IMMACOLATA” e “MISSIONE DEL CUORE IMMACOLATO” riconducibili all’Istituto Religioso dei frati francescani dell’Immacolata, con sede in Frigento (AV)».

«Le articolate indagini sviluppate dalle Fiamme Gialle – prosegue la nota – su delega di questa Procura hanno consentito di svelare una serie di condotte fraudolenti attuate da alcune persone operanti nell’ambito delle Associazioni le quali, nonostante il Commissariamento della Congregazione dei Frati Francescani dell’Immacolata, hanno proceduto alle modifiche degli Statuti delle due Associazioni, allo scopo di mantenere il controllo sulle stesse e, segnatamente, sui loro cospicui patrimoni, così da impedire al Commissario Apostolico (nel frattempo nominato dalla Santa Sede) di esercitare le prerogative che gli Statuti assicurano al Governo dell’Ordine religioso».

«In particolare, consentendo attraverso una operazione illecita l’ingresso di laici nelle compagini associative – laici non vincolati all’obbedienza verso la gerarchia ecclesiastica, all’epoca e tuttora rappresentata dal Commissario Apostolico – si raggiungeva fraudolentemente il risultato di sottrarre le due Associazioni ad ogni forma di controllo da parte dell’Ordine Religioso di cui costituiscono da sempre una diretta espressione».

«Pertanto, il G.l.P. del Tribunale di Avellino, accogliendo la tesi investigativa e ritenendo suffragata la condotta fraudolenta accertata, ha emesso il provvedimento cautelare eseguito dalla Guardia di Finanza mediante sequestro preventivo di:

  • 59 fabbricati;
  • 17 terreni;
  • 1 impianto radiofonico e cinematografico;
  • 5 impianti fotovoltaici

dislocati su tutto il territorio nazionale, nonché di 102 autovetture per un valore complessivo di oltre trenta milioni di euro.

E’ stato, altresì, disposto il sequestro dei saldi giacenti su numerosi rapporti di natura finanziaria il cui ammontare è in corso di quantificazione. I beni sequestrati sono stati affidati in giudiziale custodia per la conseguente amministrazione al Commissario Apostolico “ad nutum Sanctae Sedis” della Congregazione dei Frati Francescani dell’Immacolata.

I Francescani: gratitudine per i nostri benefattori

francescani-immacolata«I Frati Francescani dell’Immacolata – si legge in una nota dell’Ordine – ringraziano sentitamente l’Autorità Giudiziaria e i componenti della Guardia di Finanza di Avellino per la brillante operazione grazie alla quale i beni riferiti all’Istituto potranno essere ricondotti all’uso cui sono destinati: l’assistenza spirituale, le attività caritative e quelle missionarie, nel rispetto del nostro carisma originario».

«La quantità e l’identità dei beni sequestrati ci era in gran parte sconosciuta, il che conferma i dubbi sulla trasparenza della loro gestione. L’azione svolta dalla Autorità Civile esprime e rafforza lo spirito di collaborazione, rivolta a perseguire il bene comune, con l’Autorità Ecclesiastica, ed è di buon auspicio per la concordia della nostra collettività. Da parte dei Frati Francescani dell’Immacolata sarà offerta la massima collaborazione alle indagini».

«Assicuriamo a tutti i nostri generosi benefattori – conclude la nota – la nostra preghiera e la nostra profonda gratitudine: in questo momento teniamo a rassicurarli del fatto che quanto da essi donato ritroverà la destinazione che li ha motivati. Qualora alcuni di essi abbiano riferito le loro donazioni ad una particolare figura di Religioso, ricordiamo che noi tutti siamo vincolati al Voto di Povertà individuale e collettivo, per cui i proventi della carità a noi conferita possono lecitamente essere destinati soltanto alle attività svolte dall’Istituto, in conformità con la normativa canonica sui Beni Ecclesiastici».

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