Appalti e voto di scambio: 5 arresti e 13 indagati a Ventotene. Ai domiciliari l’ex sindaco

Finanza_VentoteneLatina, 23 mag – Tredici persone sono indagate e cinque sono finite agli arresti domiciliari nell’ambito di un’indagine della Guardia di Finanza di Latina contro un’associazione a delinquere e il voto di scambio a Ventotene.

I finanzieri hanno dato esecuzione a misure di ordinanza di custodia cautelare emesse dal gip del Tribunale di Cassino, Salvatore Scalera, su richiesta del sostituto procuratore Roberto Bulgarini. Ai domiciliari sono finiti l’ex sindaco, l’ex assessore, l’ex capo Area Tecnica del Comune e due imprenditori.

Dalle indagini, fa sapere la Guardia di Finanza, sarebbe emersa «un’associazione a delinquere dedita alla commissione dei reati di turbata libertà degli incanti, falsità ideologica, truffa aggravata, per l’erogazione di pubbliche forniture ed abuso d’ufficio» finalizzato al «voto di scambio».

Nel mirino sono finite più procedure ad evidenza pubblica, attuate dal Comune di Ventotene nel periodo tra il 2011 e il 2016.

Secondo le indagini dei finanzieri, sarebbe emersa «un’organizzazione di politici e imprenditori che aveva ideato un sistema illecito che prevedeva l’affidamento, ad aziende ‘preselezionate’ di opere e servizi mediante gare, promosse con il metodo della procedura negoziata, indette solo da un punto di vista documentale – osservano i finanzieri – in quanto le imprese risultavano fittiziamente invitate al fine di garantire la scelta precedentemente operata a favore di un determinato imprenditore».

Le procedure finite al centro delle indagini, spiega sempre la Guardia di Finanza, hanno riguardato «un insieme di gare indette nell’area del porto nuovo di Ventotene che hanno visto la realizzazione di opere nonché l’affidamento di servizi legati al turismo».

Sarebbe inoltre emerso anche «il ricorso al fenomeno del cosiddetto ‘voto di scambio’, al fine di agevolare nelle competizioni elettorali gli allora esponenti politici compiacenti».

Gli indagati coinvolti nell’indagine sono in totale 13, ritenuti responsabili di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, di falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e di abuso di ufficio.

Inoltre per cinque di loro, «l’ex sindaco, l’ex assessore, l’ex capo Area Tecnica del Comune e due imprenditori», spiegano i finanzieri, «è stata disposta la misura detentiva degli arresti domiciliari».(AdnKronos)

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