Agrigento, reperti archeologici in casa: denunciata coppia

Finanza_anforeAgrigento, 13 mar – Alcuni reperti archeologici sono stati sequestrati dalla Guardia di finanza ad Agrigento. Si tratta di due anfore di epoca bizantina, utilizzate per contenere vino e olio, ed un vaso medievale usato invece per gli infusi scoperti.

I reperti sono stati rinvenuti dalle Fiamme Gialle in un immobile in via Minerva, sequestrato lo scorso 16 febbraio all’imprenditore Giuseppe Burgio. In quell’occasione il Gip Francesco Provenzano, su richiesta del sostituto procuratore Brunella Sardoni, dispose il sequestro preventivo complessivamente di 4 immobili, due destinati ad abitazione e altri due ad uso commerciale, del valore di oltre 16,5 milioni di euro, già di proprietà della Hopaf srl, società immobiliare a suo tempo amministrata da Burgio.

Proprio in uno degli appartamenti le Fiamme Gialle hanno notato i reperti. Per i coniugi Burgio è così scattata la denuncia per impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato, che prevede la pena della reclusione da uno a sei anni. Le anfore e il vaso sono stati affidati in giudiziale custodia ai funzionari della Soprintendenza di Agrigento.

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