Aggiotaggio ed ostacolo alla vigilanza: indagati i vertici del gruppo Banca Popolare di Vicenza

finanza-auto-2015Vicenza, 22 set – “La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vicenza sta svolgendo, nell’ambito di un procedimento già avviato, indagini preliminari nei confronti di alcuni esponenti di vertice del Gruppo BANCA POPOLARE di VICENZA, in relazione a condotte di aggiotaggio (art. 2637 c.c.) e di ostacolo delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza (art. 2638c.c.) commesse sino al dicembre 2014“.

E’ quanto si legge in una nota della Procura.

“Le indagini – spiega il Procuratore, dott. Antonino Cappelleri, sono state assegnate al Sostituto Dott. Luigi Salvadori e vengono effettuate dal Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza di Roma e dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Vicenza”.

“Nell’ ambito di esse, da questa mattina sono in corso di svolgimento perquisizioni locali nei confronti delle persone sottoposte ad indagine, di altri soggetti non indagati e presso la sede amministrativa e legale in Vicenza e gli uffici direzionali in Milano, Roma, Palermo del Gruppo BANCA POPOLARE di VICENZA”.

Gli odierni atti di indagine sono stati ritenuti indispensabili dagli inquirenti, d’intesa con il Procuratore, “nell’ambito della più complessa acquisizione istruttoria, per rendere compiuta la necessaria e doverosa ricerca di elementi probatori documentali, intesa sia all’ accertamento e riscontro degli elementi di fatto sia all’ attribuzione delle responsabilità soggettive”.

“La delicatezza degli interessi economici e patrimoniali investiti dall’ indagine – sottolinea Cappelleri – , dei quali sono portatori tanto istituti bancari che imprenditori, risparmiatori e dipendenti, mi spinge a ricordare che, com’è ovvio, solo alla conclusione dell’inchiesta potrà intendersi sussistente e conformata l’ipotesi di reato oggi ipotizzata”.

In fine il Procuratore rivolge un invito “agli organi dell’informazione di non richiedere all’Ufficio notizie sui particolari dell’indagine in corso, posto che l’osservanza dell’obbligo del segreto istruttorio deve tutelare ogni portatore dei legittimi interessi anche contrapposti tra loro presenti nel contesto”.

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