Acrilico spacciato per filato pregiato: azione della Finanza a Torino, Roma e Prato. Sequestri e denunce

Finanza_Torino_abbigliamentoTorino, 2 mag – La Guardia di Finanza di Torino, Roma e Prato nel corso di un’operazione congiunta ha denunciato 6 imprenditori per frode in commercio, sequestrato oltre 12 tonnellate di filato acrilico, 62.000 capi d’abbigliamento contraffatti.

L’attività è iniziata con dei controlli dei Baschi Verdi del Gruppo Torino in alcuni negozi della città e in un centro commerciale di Settimo Torinese.

Gli accertamenti tecnici eseguiti hanno dimostrato che la percentuale di lana, di “Mohair”, di “Cashmere” di “Alpaca” o di “Merinos” era decisamente inferiore a quella indicata sulle etichette merceologiche: alcuni capi, addirittura, erano prodotti solamente con tessuti acrilici.

Le successive indagini, condotte dai Finanzieri sulla documentazione contabile ed extracontabile rinvenuta duranti i controlli, hanno permesso di individuare tutta la filiera produttiva e distributiva dei capi d’abbigliamento contraffatti che, prodotti a Prato e commercializzati da distributori di Roma, venivano piazzati in tutta Italia, non solo nei mercati rionali ma anche in negozi d’abbigliamento ad un prezzo estremante competitivo: ad esempio un capo in cashmere, che non costa meno di 200 euro, veniva venduto a circa 60 euro.

Per i 6 imprenditori, per la maggior parte cinesi, oltre alle sanzioni amministrative è scattata anche la denuncia all’Autorità Giudiziaria per Frode in Commercio e vendita di prodotti con segni mendaci.

Nel corso delle perquisizioni, disposte dalla Procura della Repubblica di Torino nella zona industriale di Prato e nei quartieri “Borghesiana” e “Torre Spaccata” di Roma, i Finanzieri hanno sequestrato oltre 12 tonnellate di filato acrilico, 62.000 capi d’abbigliamento falsamente etichettati, 410.000 etichette non conformi e 22 macchinari utilizzati per la produzione.

La merce sequestrata avrebbe generato ricavi stimati per circa 2,5 milioni di euro creando un danno per l’economia legale di non meno di un milione di euro.

I capi di abbigliamento sequestrati saranno devoluti ad enti caritatevoli che li potranno utilizzare a beneficio delle persona più bisognose.

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