Vigevano, operazione “Riso amaro”: sgominata dai Carabinieri una piazza di spaccio di eroina e cocaina

spaccio-vigevanoVigevano (Pv), 15 feb – Tre arresti e due etti di sostanze stupefacenti sequestrate, eroina e cocaina, per un valore di 10 mila euro. È questo il frutto dell’operazione “RISO AMARO”, condotta dai Carabinieri di Vigevano e scattata la mattina del 30 gennaio scorso, dopo quasi tre mesi di servizi di osservazione e controllo.

Gli arrestati, nati in Marocco, sono E.J, detto “ALE IL PALLIDO” (classe 1989), il pregiudicato A.B., detto “IL PICCOLO” o “BARBA” (classe 1988) e M.M., detto “LO SCURO”(classe 1992).

Le indagini, coordinate dal Sost. Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Pavia, Dr. Andrea Zanoncelli, e iniziate grazie alle segnalazioni di alcuni agricoltori (ed in particolare del Sindaco di un comune coinvolto), hanno permesso ai Carabinieri di ricostruire il percorso che gli spacciatori, con vari domicili tra Milano (zona Giambellino), Corsico e Vigevano, facevano quotidianamente per recarsi “al lavoro”.

Un gruppo di giovani che, secondo le indagini, aveva trasformato una zona rurale coltivata a riso alle porte di Vigevano in una vera e propria centrale di spaccio di eroina e cocaina con un’utenza impressionante tra giovani e non: centinaia di clienti, alcuni dei quali anche minorenni, provenienti da tutti i centri della Lomellina e da alcuni centri delle limitrofe province piemontesi (in particolare Novara, Alessandria, Vercelli e Asti).

Il giro di affari della piazza, secondo gli inquirenti, si aggirava intorno ai 5.000 euro al giorno, con un ricavo netto, per i tre, di circa 1.500.000 euro al mese.

Le indagini descrivono il gruppo determinato e senza scrupoli, pronto ad utilizzare armi (pistole, bastoni e coltelli) per intimidire i clienti e mantenere il predominio della piazza.

Le operazioni di controllo dei Carabinieri sono scattate nella primavera del 2016, con attività di raccolta di informazioni su alcuni soggetti di nazionalità nordafricana dediti allo spaccio nei pressi dell’impianto energetico (termovalorizzatore) di Parona.

Malgrado i numerosi servizi di pattugliamento, anche in abiti civili, le prime azioni dei Carabinieri non avevano però dato esito positivo: l’area risultava infatti accessibile da una sola piccola strada sterrata (via Case sparse per Albonese) che consentiva ai presunti spacciatori di allontanarsi alla vista di vetture in avvicinamento.

Solo la predisposizione di controlli di sicurezza fittiziamente casuali ha consentito ai militari di rinvenire, in diverse occasioni, clienti in possesso di sostanze stupefacenti: cocaina, che veniva ceduta per 20 euro a dose, ed eroina, venduta al prezzo di 60 euro per circa mezzo grammo.

Il modus operandi del gruppo di spaccio era quello tipico dello smercio di stupefacenti: gli acquirenti venivano contattati tramite sms e la scelta dei luoghi di spaccio veniva agevolata da alcuni connazionali e tossicomani di Vigevano che conoscevano bene la zona. Clienti che, spesso, accompagnavano i tre arrestati “al lavoro” dopo averli prelevati dalle stazioni di Vigevano, Parona, Mortara, Abbiategrasso ed Albairate.

Per muoversi più tranquillamente, inoltre, spesso la droga veniva sotterrata. Un’attività di spaccio importante sgominata dal blitz dei Carabinieri del 30 gennaio scorso.

Sono ora in corso accertamenti finalizzati ad identificare eventuali complici nonché ad individuare i clienti dei tre.


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